Toponomastica. Nuovi nomi che dimenticano la storia

Come riscoprire una città?

Come re-impiantare la storia di un comune?

La risposta è: anche facendo attenzione alla toponomastica.

Il  nome dei luoghi ne tradisce l’origine.

Fermo, ad esempio, ha Corso Cefalonia, che ricorda la strage compiuta dai tedeschi nei confronti dei militari italiani  nell’isola omonima.

Prima di essere Corso Cefalonia, era la via degli orafi e degli argentieri, perché punteggiata di botteghe di orafi e di lavoratori l’argento.

Di quelle botteghe medievali, divenute poi negozi di successo, se n’è avuta una presenza significativa sino agli anni ‘70.

Ora ne resta solo qualche traccia.

Scendendo verso Porta San Giuliano, sulla sinistra c’era via della Fornace, oggi non più.

Sicuramente dava memoria di una antica fornace in piena attività all’interno delle mura cittadine.

Sempre trattando di Fermo, per parcheggiare nella zona nord, oggi si indica l’area Vallesi, cioè l’area individuata dal cognome di un privato.

porta

Un carboncino della Porta Sant’Antonio di Fermo

Eppure, siamo a dieci metri dall’ingresso della storica Porta di Sant’Antonio.

Nessuno, inoltre, sembra più aver riguardo per la Porta di San Marco, oggi scomparsa, che sorgeva vicino alle officine dell’ITI Montani, o per il colle di San Giacomo, dove grosso modo sorge il biennio delle Industriali.

Dimenticato anche il Colle Vissiano, la collina gemella del Colle del Girfalco.

Eppure, sul Vissiano ebbe sede un importante monastero benedettino e poi convento francescano, infine piazzaforte degli insorgenti anti-napoleonici nel 1799.

A Montegiorgio è stata cancellata la scritta in gesso che campeggiava sotto l’immagine di San Giorgio a cavallo che uccide il drago.

Vi si leggeva: Genus Antiqui Tigni, indicava la gente dell’antico Tignum, Tenna, Tinna, il Giove degli Etruschi.

Scriveva Antonio Gramsci: Senza memoria non c’è futuro.

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One thought on “Toponomastica. Nuovi nomi che dimenticano la storia

  1. Egregio Direttore, la ringrazio per scrivere che “prima di Porta San Giuliano vi era Via della Fornace” . Era la fornace dei Preziotti, i vasari di Fermo che mosssero da Massignano all’inizio dell’800 . Tito Tomassini, infatti, nella sua guida di toponomastica scrisse: “Vicolo del Vasaro prende nome da una antica fabbrica di ceramiche popolari, che ebbe origine in Fermo dalla famiglia Preziotti. Il periodo prospero di quell’artigianato fu nei primi decenni dell’800 con Giacomo Preziotti, il quale ebbe una commissione di un milione di vasi da fiori per l’Egitto. Le fornaci esistevano in questa via, fuori Porta San Giuliano e nell’attuale Via della Fornace.” Proprio per ricordare questa storia di Fermo, il 23 di questo mese, giorno di nascita di Umberto Preziotti, sulla
    casa di Via del Vasaro, dove il Fondatore dell’Istituto d’Arte nacque e visse, sarà scoperta una lapide, da me procurata. Di ciò ne ho informato il “Preziotti”, l’Associazione Ex-Allievi, il Resto del Carlino, il Comune. Sarei onorato anche di una Vostra graditissima presenza. Paolo Landi, nipote di Umberto Preziotti

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