I tedeschi alla scoperta della Terra di Marca

Una scuola tedesca in Terra di Marca. Sono gli studenti Frànconi (annessi alla Baviera con un atto di forza di Napoleone) del Platen Gymnasium di Ansbach, città gemellata con Fermo. Sono stati invitati dall’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri «Carducci-Galilei» per uno scambio culturale. L’iniziativa, benedetta dalla dirigente Cristina Corradini, vede impegnatissima l’insegnate di tedesco Bianca Cruciani.

studenti

I giovani, guidati dai docenti Martina e Klaus Herda, hanno visitato Fermo e il Fermano, incontrato i loro colleghi, gustato i prodotti marchigiani.

Ultima iniziativa, il faccia a faccia con alcuni componenti il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea per conoscere più a fondo il substrato di questa terra benedetta.

Cruciani bianca

La prof.ssa Bianca Cruciani

Sabato scorso l’appuntamento nell’aula magna dell’ITET.

«Wir treten auf und hoffen, ungenscholten…». La frase: agiamo e speriamo…, tratta dell’atto quarto del Faust di Goethe è stata letta da uno studente tedesco. Così ha chiesto il presidente del Laboratorio Lando Siliquini legando l’opera di Goethe ad un personaggio storico della nostra montagna: Cecco d’Ascoli, ovvero Francesco Stabili.

Siliquini ha ricordato un altro legame con la Germania: il Thannauser, dove Wagner, per il suo Venusberg (la montagna di Venere), si ispirò alla nostra montagna.

La Sibilla, i Piceni, il rispetto della donna, la parsimonia, il non spreco, il rispetto dell’ambiente, la buona agricoltura: sono i fondamenti da cui scaturisce quello stile di vita, «diet» in tedesco, che ha fatto grande la Terra di Marca.

Corradini cristina

La dirigente Cristina Corradini

L’ing. Luigi Bracalenti, anch’egli del Laboratorio, ha spinto invece sull’Europa chiedendo un applauso per un Continente bisognoso di ritrovare un’anima per andare avanti.

Il sottoscritto, portavoce e co-fondatore del Laboratorio, ha preso le mosse da un altro tedesco: il monaco benedettino Anselm Grun, amministratore di un monastero dove riunisce i dirigenti di grandi aziende automobilistiche per spiegar loro la «Regola perfetta dell’organizzazione aziendale», quella del «suo» San Benedetto da Norcia.

Ho spiegato che all’inizio del nostro stile di vita c’è il monachesimo benedettino: l’orto dei semplici, la farmacopea, il galateo a tavola, i vini, gli oli, il minimo uso della carne, e le tre norme fondamentali: ora, lege et labora. Che oggi potremmo rivedere come: rifletti, informati, lavora con un significato.

Due ore di grande attenzione da parte degli studenti che hanno rivolto domande ai relatori.

Un incontro che è servito anche a far conoscere  l’altrimenti sconosciuto «Patrono d’Europa». Una mancanza non di carattere religioso, bensì civile. San Benedetto fu proclamato «Pacis Nuntius», messaggero di pace, e «Unitatis Effector», operatore di unità. Due urgenze proprio per il Vecchio Continente alle prese con masse di immigrati e divisioni interne.

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