Nicola Alessandrini. Artigiano, artista.

Montegiorgio: via degli Orti, un trapezio di terra e di oasi, dove le auto non arrivano, dove i bambini (di genitori italiani, marocchini, romeni) giocano insieme a pallone.

Nicola Alessandrini ha qui il suo laboratorio. Quattro stanzoni pieni di oggetti antichi: cornici, scrittoi, armadi, specchiere, crocefissi, lampadari…

Il grigio del cemento è coperto dai loro colori.

Ampi finestroni guardano la vecchia chiesa del convento delle Agostiniane (oggi scuola elementare), e il Vettore sullo sfondo.

“Nei giorni buoni – spiega – si scorge il Gran Sasso”.

aless ok

Nicola Alessandrini nel suo laboratorio

Nicola ha le mani d’oro. Come suo padre Bruno (ottant’anni che non sembrano), come suo nonno,  Nicola anch’eglie il suo bisnonno e ancora prima: generazioni di Alessandrini – tre secoli  – di artigiani/artisti indoratori.

Qui la bellezza è di casa. Il luogo è pregno dall’odore del legno e delle colle. Ogni centimetro, una scoperta. Sono secoli di storia per un paziente ricercatore.

Visito Nicola che sta lavorando ad un grande porta-palma. Lo ha stuccato, lo ha gessato, lo ha raschiato, ha steso il bolo (la rossastra Terra di Armenia), ora lo sta dorando applicando microscopici quadratini d’oro. “Oro 23 – dice – il massimo è 24”.

Arriva Anita, ha sei anni e i compiti da fare. Nicola si ferma un attimo, guarda il libro della figlia, dà una spiegazione. La libertà degli artigiani/artisti è impagabile.

alessandrini

Nicola è stato Ufficiale di Cavalleria. Poi, esattamente 20 anni fa (estate del 1996) il ritorno a casa, anzi: in bottega, quella frequentata da sempre, specie da piccolo.

“La mia più grande soddisfazione è vedere un pezzo venuto bene, tornato al vecchio splendore. Il mio lavoro: mai sullo stesso pezzo”.

Ed ogni pezzo ha qualcosa di particolare, ogni pezzo racconta una propria vicenda, con dietro vite di uomini e volti. “Mi capita di lavorare su consolle, cornici, crocefissi, porta-palme, candelabri del 1500, 1600, 1700”.

Hai dovuto studiare? “Eh sì. Riconoscere gli stili, specie per oggetti minori, non è sempre semplice. A seconda delle epoche, ad esempio, la tonalità dell’oro cambiava: nel 1600 aveva sfumature più verdi, nel 1700 più rosse”. Libri d’arte e siti internet a gogò.

Com’è il mercato oggi? “La committenza pubblica è diminuita, resiste quella privata anche se con qualche difficoltà”. Ma al di là della crisi, c’è anche qualcosa d’altro. “Il gusto per il bello sta scemando, cala anno dopo anno”.

Mentre parla, prende in mano improbabili strumenti. Sono gli stessi attrezzi usati dal padre, dal nonno e dagli avi. Con la stessa colla appiccicata, a far strato, quasi a sentire le mani di chi lo ha preceduto.

Uscendo, saluto Bruno. Davanti, ha una statua di Santa Rita in cartapesta antica. Un altro gran bel lavoro.

Artisti. Artigiani. Liberi.

(da Il Resto del Carlino di sabato 23 aprile 2016)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...