Le donne di papa Francesco. Che c’è da stupirsi?

Madre Speranza, che ha dato vita alla Congregazione dell’Amore misericordioso, è stata a Fermo. Ha ereditato quel po’ po’ di roba realizzata da don Ernesto Ricci. Le sue suore sono ancora in città e accolgono bambini e ragazzi con qualche difficoltà famigliare. Ha fatto un gran bene.

Chiara Lubich

Chiara Lubich

Madre Teresa di Calcutta, già conosciuta in tutto il mondo per l’opera di carità tra i più poveri tra i poveri, venne a Porto Sant’Elpidio mandando in visibilio le migliaia di persone accorse ad ascoltarla.

Chiara Lubich ha dato vita ad un Movimento – quello dei Focolari – con centinaia di migliaia di aderenti, molti anche nel nostro territorio.

Anna Maria Cànopi è badessa benedettina, scrittrice feconda, autrice di libri sulla spiritualità monastica. A lei si rivolgono personalità del mondo politico, economico oltre che ecclesiastico.

Cànopi

Anna Maria Cànopi

Benedetta Selene Zorzi è monaca benedettina e docente straordinaria di patrologia e Storia della teologia. Si interessa e scrive di politica ed economia intessendo rapporti con questi due mondi.

Nei monasteri femminili del fermano e del maceratese, non mancano vescovi e cardinali che prendono consiglio dalle suore lì presenti…

Andando indietro nel tempo e spostandoci in altre aree geografiche, Caterina da Siena fustigò clero secolare e rimproverò il papa tanto da farlo tornare da Avignone a Roma. Visse la carità tra gli appestati di Siena e scrisse di sé: “La mia natura è il fuoco”.

La tedesca Ildegarda di Bingen fu un faro per i cristiani del fatidico anno Mille, tanto da essere dichiarata dottore della chiesa da Benedetto XVI. Fu anche naturalista di grandissimo livello, esperta di erbe e di pietre.

Indietro ancora: Maria Maddalena è una figura gigantesca nel Vangelo, fu la persona che per prima vide Gesù risorto.

Il “Noli me tangere” di Tiziano ne dà una precisa descrizione.

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E che dire della Madonna? E del suo ruolo imprescindibile di tramite verso Dio?

Donna, ancora una volta.

Di che stupirci allora se papa Francesco vuol capir bene il diaconato primitivo delle donne, tanto da proporre una Commissione di studio?

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