Fiumi. Dighe innaturali e pericoli. A quale santo rivolgersi?

Prima c’era il contadino. Che puliva gli argini dei fiumi facendo legna per il suo camino.

Poi c’avrebbe dovuto pensare il Consorzio di Bonifica. Successivamente, degli argini e del buon deflusso delle acque se n’è preoccupato il Genio Civile della Provincia. Ora le competenze sono state assunte dalla Regione, settore Difesa del suolo.

Ma i tronchi nessuno li toglie. E i tronchi si ammonticchiano contro i piloni dei ponti. Un poco alla volta crescono di volume e dimensione, facendo pericolosa diga.

La diga impedisce lo scorrere delle acque e, soprattutto, sbarra la strada ad altri tronchi e ramaglie. Pian piano, quei residui arborei danno vita ad un muro che spinge e spinge contro la costruzione in cemento. E provoca danni alle prime piene.

Dove, questo? Basta recarsi sul ponte che unisce Monte Urano a Monte Granaro, dopo la strada Mezzina.

La maggior parte dei tronchi sta ostruendo i piloni di quel che rimane del vecchio ponte, crollato anni fa per disuso e cattiva manutenzione. Altri si sono fermati sui piloni del nuovo.

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L’Ete morto è normalmente un rio tranquillo ma è pronto a gonfiarsi a dismisura alle prime piogge. Non occorre ricordare e specificare i danni e i lutti provocati a Casette d’Ete negli ultimi anni.

Situazione simile sul ponte del Chienti, tra Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche. Sono tronchi che il fiume ha posizionato orizzontalmente al manufatto.

Segnalare privatamente il caso per chiedere l’intervento degli enti preposti diventa un’odissea.

La Provincia di Fermo non ha più personale e quello addetto alla sorveglianza se n’è andato in Regione. Dov’è difficile raggiungerlo. E di segnalazioni ufficiali delle enti minori non sembra ce ne siano.

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I comuni – poveretti – già fanno tanto per fronteggiare altre emergenze e, comunque, la pulizia degli alvei e degli argini non è di loro compito.

Ci si augura che la rimozione mancata dei tronchi sia dovuta al periodo poco adatto. Sperando che tra qualche giorno – con l’avvio effettivo della primavera – una squadra si cali nei corsi d’acqua e rimuova quel che con il tempo potrebbe diventare molto pericoloso.

Cambiando discorso, i cittadini restano sempre in attesa che gli appalti per la pulizia del verde sugli argini delle strade, contempli anche la rimozione delle plastiche e della latta che riemerge dallo sfalcio. Altrimenti – si commenta – sarebbe meglio lasciare le erbe alte. A copertura dello sporco.

 

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