Vittorio Sgarbi a Porto Sant’Elpidio. Il bello, il brutto e l’indifferente

Vittorio Sgarbi è stato lapidario: la Basilica imperiale di Santa Croce al Chienti è stupenda, la città di Porto Sant’Elpido è bruttissima.

Il critico d’arte, invitato ad un incontro da Oriana Salvucci, trasformatasi di fatto, negli ultimi anni, in assessore alla cultura del sud Marche, ha molto apprezzato la cittadella monastica nata nell’887, ma ha avuto parole di biasimo per lo sviluppo edilizio costiero.

vitto

Arrabbiarsi e mostrare disappunto, come sembra aver fatto il sindaco della cittadina marittima Nazareno Franchellucci, non è il caso.

Il caso invece è capire l’origine di quelle parole e dare conseguenzialità alle critiche.

brut

Sgarbi ama le Marche. Lo ha detto anche recentemente alla BIT di Milano. Considera la regione geografica – non quella politica – uno scrigno di gemme. L’aveva già annunciato, qualche anno fa, in un convegno a Penna San Giovanni.

Il critico si irrita dinanzi alle brutture perché il territorio non può più essere cannibalizzato.

E s’arrabbia ancora di più alla luce di un’occasione che si potrebbe perdere: le scarpe sono in forte crisi, i giovani scelgono di andarsene, l’unica alternativa è il turismo culturale legato all’ambiente. Devastarlo ancora significa scavare la fossa per quelli che verranno.

santa

L’intellettuale ha indicato più volte una pista di nuovo sviluppo.

Alle nostre classi dirigenti il compito di verificarla e seguirla. Mai di snobbarla.

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