5 Stelle: dirigisti o aperti alla società?

I Comuni sono alla fame.

Il governo Renzi li ha strizzati a sufficienza.

Alcuni se lo meritavano altri no.

I sindaci sono disperati, si trovano in una morsa.

Da una parte, i trasferimenti statali non ci sono più o quasi; dall’altra, aumentare tasse e imposte diventa impopolare e quindi si rischia il crollo del consenso popolare tanto ambito.

Per far cassa se ne studiano di tutti i colori.

A Torino, i 5 Stelle della vittoriosa Chiara Appendino hanno messo gli occhi sulla Compagnia San Paolo.

La Compagnia risale al 1500. E’ una Fondazione che si occupa di sociale.

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Il neo sindaco Chiara Appendino

Risale a quelle Confraternite di laici che si occupavano delle persone più svantaggiate.

Nel tempo, s’è trasformata, con il rischio di tramutarsi nel forziere comunale.

Il neo sindaco di Torino chiede all’ex ministro Profumo, nominato da Piero Fassino tempo fa presidente della Compagnia, di fare un passo indietro.

L’Appendino vuole metterci un suo uomo. Come fanno gli americani.

Lo spoil system statunitense ha una sua logica.

Che è questa: chi vince le elezioni, vince tutto, anche i posti di  vertice di enti e istituzioni in qualche modo collegate con il Comune.

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Per certi versi è giusto. Chi vince deve amministrare e lo deve fare con snellezza, senza impacci da parte di dirigenti altrimenti orientati.

Nel caso torinese, la Compagnia di San Paolo ha molto danaro in cassa, che sicuramente torna utile alla nuova amministrazione comunale.

Questa mossa potrebbe rivelare quel che è la filosofia dei 5 Stelle?

La domanda è: al di là del richiamo dei grillini alla democrazia diretta effettuata con un clic del computer, quanta parte ha la gente comune nella costruzione di opere sociali e di autonomia locale?

Quanto spazio c’è, al di là del voto, per i cittadini? Ancora: le istituzioni pubbliche: comuni, province (per quel che resta), regioni (anch’esse per quel che resterà), Stato, sono gli unici organizzatori e regolatori della società civile?

Nel Ventennio c’era uno slogan, che piaceva molto anche nell’URSS: Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.

Poi venne il Regime.

Il Movimento 5 Stelle ha vinto per la spinta al cambiamento di tanta gente, specie delle periferie abbandonate.

Ora, dalle prossime mosse capiremo gli intendimenti: sostegno ai cittadini perché costruiscano dal basso, o dirigismo dall’alto e inglobamento in una rete.

 

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One thought on “5 Stelle: dirigisti o aperti alla società?

  1. Ricordo una frase – che gli ho sentito poi ripetere in altre occasioni – dell’ allora candidato alla presidenza della Regione Marche dott. Francesco Massi – Silveri Gentiloni (o Gentiloni Silveri… fate voi) in un incontro tenuto a Fermo.
    L’ allora candidato si presentava per una specie di associazione di dilettanti allo sbaraglio (tal “Forza Italia” and co. autodefinentesi “Centro Destra”) capitanata dal solito orbo che nel paese dei ciechi è re (in effetti mi pare si chiamasse Re e forse Migio o qualcosa del genere, è passato del tempo e non ricordo bene).
    Nonostante il suo raggrupamento politico il candidato era una persona seria, per bene, competente e lo si ascoltava volentieri; ad un certo punto del ragionamento fece proprio il paragone con lo “spoil system” americano dicendo che da loro dopo le elezioni ” …Si cambia anche la donna che fa le pulizie nell’ ufficio dello Sceriffo…” al contrario di quanto avviene nella tradizione continentale Europea in cui il Funzionario pubblico è “Al servizio della Nazione e del cittadino” e garantisce la continuità ed imparzialità del servizio pubblico (Il candidato trattava anche della sua esperienza lavorativa come Segretario Comunale ed amministrativa come Sindaco). Peraltro precisava che si, è vero, cambi anche la donna delle pulizie ma preoccupandosi che la persona nuova ” …. Sappia fare le pulizie..” e naturalmente molto meglio di chi ci stava prima.
    Lasciando ai competenti i profondi discorsi sui massimi sistemi filosofico politici – e trovandosi subito d’ accordo sul principio che comunque in Italia interpretiamo sempre il peggio di tutto – mi viene da pensare molto semplicemente e banalmente che ora gli ” Stellati ” si trovano nella più classica situazione: mo’ tocca a voi!
    Vediamo cosa sanno – possono – vogliono fare; la gente li ha votati, i cittadini – nonostante le maledizioni che mandi alla politica e l’ assenteismo al voto, che con le amministrative è anche più rilevante – sono andati al seggio e li hanno scelti. In anni passati lo hanno fatto con altre forze: estremisti o pseudo tali, Lega, forzaitalioti e via dicendo. Adesso tocca a loro.
    Al Comune di Roma gli ultimi arresti sono di ieri mattina, a Torino Fassino ha pagato per colpe sicuramente non sue, è sperabile che in qualche stanza di ATAC – ACEA e carrozzoni vari propinatori di servizi schifosi e stipendi d’ oro qualcuno cominci a sentirsi male…. sarebbe già un buon segno.
    Se le regole della democrazia hanno ancora un valore, bhe ragazzi… sotto e datevi da fare.

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