Gran Bretagna: ha vinto il Leave. Ed ora?

In Inghilterra ha vinto il Leave.

Il 51,8 per cento degli elettori – e sono stati tantissimi – ha detto sì alla Brexit.

Tra due anni, l’Inghilterra sarà fuori dall’Europa.

Chi ha perduto?

brexit

Innanzitutto, ha perduto un’idea: quella che, mezzo secolo fa, fu messa alla base per l’unità del Continente e della sua grande isola.

Ma c’è anche da dire che quella idea è ormai sbiadita da anni.

Esattamente da quando la forza propulsiva dei fondatori (Italia, Francia e Germania), diventata scelta politica e istituzionale, è caduta in mano all’economia, alla finanza soprattutto, e ai loro ricatti, definiti per bon ton: regole di mercato.

Hanno perduto, apparentemente, le Borse, che scommettevano – probabilmente per un moto esorcizzatore  – sulla vittoria degli unionisti.

Hanno perduto i sondaggi. Che – anch’essi esorcizzatori – davano in testa, anche se di poco, chi voleva restare in Europa.

Hanno perduto i giornalisti del pensiero unico che, pur non dicendolo, dicevano di sì all’Unione, con parole, opere e omissioni.

Hanno perduto i colletti bianchi e i quartieri ricchi: quelli che hanno a che fare con le azioni e con le banche.

Ma loro si rifaranno.

Hanno perduto i non statisti capi di governo che avevano paventato, con la Brexit, sommovimenti tellurici.

Chi ha vinto?

Hanno vinto i quartieri popolari, la gente della Gran Bretagna che non ce la fa più da anni ad arrivare a fine mese.

Ma hanno vinto anche coloro che non vogliono più gli immigrati ritenuti privilegiati rispetto alle classi autoctone meno agiate.

Hanno vinto quanti non sopportano l’austerità di Bruxelles e Strasburgo.

Il quadro è comunque complesso, perché chi ha perduto nel voto (Banche, speculatori, borse, ecc.) potrebbe rifarsi già da domani, e chi ha vinto potrebbe vivere solo un’euforia del momento.

Ora, la Francia lepenista s’è detta pronta a seguire l’esempio inglese. L’Olanda è sulla stessa scia.

L’est europeo sta già facendo per suo conto.

Che faranno da oggi le Commissioni europee non elette dal popolo, che faranno le banche centrali: la Banca centrale?

Accuseranno il colpo e cambieranno politica?

Oppure, come avverte quel preveggente giornalista economico Mauro Bottarelli, prenderanno al volo il risultato inglese per accentrare il potere ancora di più, sanzionare ancora di più, austerizzare ancora di più, e rendere la BCE ancora più egemone?

Intanto Soros ha acquistato ingenti quantità di oro.

Uno dei tre fondatori: Robert Schuman, nell’atto fondante la prima comunità europea disse: “L’Europa non si farà in un colpo solo, né attraverso una costruzione d’insieme; essa si farà attraverso realizzazioni concrete, creanti anzitutto una solidarietà di fatto”.

Una solidarietà che purtroppo non s’è vista, piegata da una politica (politica?) di austerità che ha spezzato i ceti meno abbienti, ridotto a nulla il cento medio.

Papa Francesco, ringraziando il sei maggio scorso per il Premio Carlo Magno attribuitogli, concludeva il suo intervento dicendo: “Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande… Sogno – ha concluso il Papa – un’Europa delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti”.

I componenti non eletti delle Commissioni senza volto di Bruxelles potrebbero rileggersi quel discorso anziché guardare i grafici delle Borse.

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One thought on “Gran Bretagna: ha vinto il Leave. Ed ora?

  1. E’ un po’ come per i sindaci 5 stelle, probabilmente peggio ma comunque vedremo, bisogna solo aspettare e vedere.
    Penso però che i commissari vari di Bruxelles guarderanno con ancora maggiore apprensione gli indici di borsa, che stanno fornendo il primo responso sul risultato elettorale, un responso abbastanza chiaro, mi pare.
    Il fatto stesso delle entusiastiche dichiarazioni di Le Pen – Salvini ed altra ciurmaglia del genere (lo so che non è “politicaly correct” ma a forza di rispettare regole formali ci stiamo prendendo a martellate su…. ) mi induce a pensare che l’ esito del voto sia stata una … scemenza – le parole sarebbero altre ma dopo esagero con l’ “incorrect”. Illustri esponenti 5 stellati mostrano la avvenuta maturazione governativa in quanto si stanno già rimangiando le posizioni più estremiste, facendo presente che sono sempre i migliori della classe e vogliono rimanere in E.U. ma in modo diverso, mica sono come come quei cafoni della Lega, loro.
    L’ Unione deve cambiare, questo tipo di Europa non ci piace e non la vogliamo, d’ accordo, in particolare non ci sta bene una Unione dominata dalle regole economiche tedesche; la Germania stessa ha più volte dimostrato come la sua sana economia ed il suo stile di vita non siano poi ne’ così rigidi nè così sani; fanno aiuti di stato alle LORO banche e passano fregature con la Volkswagen, senza parlare di piloti d’ aviazione civile depressi.
    Tutto questo è vero, questa Europa è una gran delusione, d’ accordo.
    Ma buttare tutto all’ aria e andare via è peggio, ci piaccia o no il mondo sta cambiando, non so se in meglio o in peggio ma sta cambiando. Non ci sono più colonie in Africa o in Asia che fanno da valvola di sfogo o cassaforte, oggi qualche ex colonia asiatica di popoli “sottomessi” ha imparato il gioco meglio del maestro e si appresta a imporre le Sue regole…. non sarà una Europa che gioca alle individualità represse a confrontarsi con la economia (e la politica) della Cina e di altri. In attesa di riproporre il Ducato di Borgogna e la rinascita dellla Repubblica Veneta (miserabile soggetto politico sbatacchiato fuori dai grandi giri economici europei fin dall’ epoca Rinascimentale) bisogna ragionare freddamente sulla realtà, non si creano Nazioni e non si risolvono problemi sognando fantasiosi paradisi perduti. La romantica civiltà idealizzata degli Stati Confederati del Sud degli Stati Uniti celebrata in “Via col vento” era basata su una economia talmente arretrata e sballata che campava con la schiavitù, se solo avesse utilizzato il bracciantato agricolo salariato sarebbe andata in crisi, figuriamoci con una guerra. Inutile rimpiangere quando stavamo bene cento anni fa, senza Internet – telefonino e musica rock, le ragazze portavano le sottane lunghe i ragazzi lavoravano nei campi e facevano il soldato e … certe cose… si facevano solo dopo sposati… C’ era pure una vita media inferiore a 50 anni, mortalità infantile ed analfabetismo diffuso, vabbe’ ma non c’ erano negri e le violenze carnali non finivano sul giornale.
    Invece quell’ epoca è passata, oggi viviamo nella nostra, con tutti i problemi da affrontare; compreso quello della Europa che non è un soggetto politico ma solo economico, bhe tocca a noi risolverlo, e non lo si fa andando via.
    Poi… un altra amara riflessione: i limiti di una idea della “democrazia” formale e illimitata, priva anche delle regole del buon senso…. sarò pure politicamente un troglodita ma penso che decidere con le elezioni certi argomenti sia pericoloso e stupido; certe decisioni le deve prendere LA POLITICA, senza delegarla al “popolo”… se andassimo a votare liberamente e democraticamente su un semplice e banale argomento “VOLETE PAGARE LE TASSE SI O NO ? ” chi vincerebbe ? Una semplice domanda, non pagare MENO tasse o pagare solo quelle giuste, no: pagare le tasse, punto e basta. Chi vincerebbe? Chi dovremmo “democraticamente” seguire? Una fesseria, anche se democraticamente votata, rimane sempre una fesseria, in fondo anche un certo Adolf Hitler fu votato democraticamente.

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