Commenti del dopo Brexit. I vecchi in discarica, il voto ai laureati, e quel bastone da passeggio che si spezza sovente

Alla Brexit ci siamo arrivati per colpa delle vongole.

Lo ha detto, scherzando ma non troppo, una ex parlamentare del PCI.

Non che i molluschi bivalvi abbiano guidato la mano della maggioranza degli inglesi.

sond

Ma quel tira e molla per i 25 o 22 millimetri che consentono di pescare la vongola, indignano.

Non c’entrano, in questo caso, i pescatori del Regno Unito.

C’entrano quelli dell’Adriatico e del Tirreno. Che si stanno arrabbiando.

La norma è giusta: serve a preservare la specie. Ma non è possibile che se ne debbano occupare – con un estenuante tira e molla – le Commissioni europee.

Idem per il gender, idem per il latte, idem per questioni di… lana caprina.

Insomma, se la grande Europa nata per porre fine alle guerre, per diffondere solidarietà, libertà e lavoro, si riduce a questo, l’esito non  può che essere Brexit, Grexit, Itexit, eccetera eccetera eccetera.

Poi c’è la questione commenti: quelli ai risultati inglesi sono stati agghiaccianti.

La longevità, è stato fatto capire, non è più un valore. Gli inglesi vecchi – dipinti quasi come degli sclerotici – hanno votato per l’uscita; quelli giovani – effervescenti quanti spumeggianti – per restare.

E’ sembrato di concludere che i vecchi dovrebbero andare all’ospizio se non alla discarica.

Quanta ragione ha papa Francesco.

Se poi c’erano dei giovani che invece hanno sbattuto la porta in faccia a Bruxelles e Strasburgo, quelli erano incolti, quasi analfabeti, indegni di votare.

Sì, è stato detto anche questo: chi non è acculturato non dovrebbe mettere la scheda nell’urna. Calendario d due secoli fa.

Ci mancava che i commentatori avessero scomodato il censo così che le avrebbero dette proprio tutte.

Pensandoci bene, anche il censo ha avuto la sua parte.

Perché gli stessi commentatori – quasi tutti schierati per l’Europa uber alles – dei giorni precedenti il referendum, davano i “quartieri bene” favorevoli a restare attaccati al Continente, quelli poveri alla fuoriuscita.

Ultima annotazione: se è vero, come è vero, che la società è sempre più liquida, liquide sempre più diventano anche le istituzioni, i continenti, le nazioni, ed anche le patrie.

Sembrerebbe una rincorsa ogni volta più celere al particolarismo in un processo di disfacimento collettivo. Dove anche i particolarismi poi esploderanno in ulteriori micro particolarismi.

Dice un proverbio salentino: eravamo legno siamo diventati segatura. Cioè, sempre più pulviscolo, evanescente.

Ma come pensavamo e pensiamo di tenerla insieme questa Europa? Con le misure delle vongole, il gender nelle scuole o la finanza creativa?

Gli alberi nascono, crescono, diventano frondosi se hanno radici forti, profonde, diramate.

E quali sono le nostre? Gli astratti principi etici spolverati alla bisogna?

Diceva Ennio Flaiano, che quel bastone da passeggio dei principi etici si piega sovente.

E si spezza pure.

Già visto

 

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