Rispetto per Emmanuel. Ma attenzione alle semplificazioni

Emmanuel Chidi Nambdi è morto ieri sera, intorno alle 21.

I macchinari dell’ospedale Murri di Fermo lo hanno lasciato andar via.

Ora l’ospitalità, cercata in ogni modo, l’ha trovata sicuramente. E migliore di qualsiasi altra.

Ha fatto bene, sempre iersera, don Vinicio Albanesi a indire nel campetto del Seminario una veglia di preghiera.

E’ l’unica cosa concreta che possiamo fare: chiedere al Padreterno di tenerci una mano sul capo, accogliere chi ha sofferto, comprendere chi siamo.

Emmanuel

Emmanuel e la sua sposa all’uscita di chiesa

Meno opportuni sono apparsi i comunicati delle segreterie di partito o quelli delle istituzioni. Parole pronte più a cercare colpevoli che a porsi le domande più dense: perché questa violenza? Da dove origina? Quali le nostre responsabilità?

Ma non è solo questo.

Ieri, dicevamo che la dinamica dei fatti non è assodata. Che spetta agli inquirenti cercare e capire.

La moglie del povero nigeriano parla di un’aggressione verbale e di una fisica. Quattro testimoni dicono l’esatto contrario.

Non ci compete arrivare a conclusioni anticipate.

Non vorremmo però che un certo clima che si sta diffondendo specie sui media nazionali con l’ondata di indignazione politica (quanto vera e quanto strumentale?) ad alti livelli possa influenzare l’esito delle ricostruzioni.

Occorre mantenere sangue freddo e lucidità. Mantenere un equilibrio che sulle prime potrebbe essere interpretato già come un giudizio.

La verità non è un’emozione, né un prodotto dell’ ideologia. A volte è l’esatto contrario.

Attenzione, oggi, all’uso del termine razzismo: profondendolo a piene mani si rischia che dia vita ad un fronte molto molto più ampio di quello degli ariani di ritorno.

A noi tutti oggi rimane il dolore per una vita stroncata, quella di Emmanuel, e la tristezza per un’altra vita, quella del fermano, comunque segnata.

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5 thoughts on “Rispetto per Emmanuel. Ma attenzione alle semplificazioni

  1. Anche mettere dubbi sull’accaduto puo’ sminuire alleggerire ,sminuire la vera portata dell’accaduto , sentire da ” amici ” vicini all’omicida , cosi si deve fare è ora che ritornino a loro paese , non credo che lasci dubbi , importante eventualmente saper riconoscere la gravita’ fine a se stessa , e non trovare giustificazioni di 4 “amici ” che dicono il contrario ,

  2. Perche continuare a raccontare solo delle vicende drammatiche di un uomo che scappato dalla guerra perde un figlio poi viene ospitato in una comunita del fermano, e prova a ricominciare a vivere tutta la nostra solidarieta per questo uomo che in circostanze altrettanto drammatiche a perso la vita…….poi ci dimentichiamo di parlare di Amedeo! Chi e Amedeo ? Fateci sapere anche chi e amedeo raccontateci la sua storia la sua infansia, la sua famiglia..riflettete ..forze la sua rabbia non e razzismo …….forze quello che aveva piu bisogno di aiuto era propio lui o magari no! Chi lo sa…quando aiutiamo queste persone cerchiamo di non trascurare il fatto che anche in mezzo a noi ci sono uomini che hanno bisognio di aiuto

  3. Non vorrei che adesso cominciamo con il “riflusso dell’ onda”… si è vero, c’ è stato un morto, ma … però… peraltro…. e poi… e va considerato che…. e Don Vinicio si fa pubblicità…. e tutta questa gente non la possiamo ospitare…. (versione educata di “Ma ‘sti negri lo vogliono capire che devono farsi ammazzare a casa loro e non venire a rompere i… qui da noi? “).
    Un uomo è morto, ammazzato di botte a Fermo, in pieno centro storico; in tutta Italia parlano di Fermo non per le piscine romane, teatro o concerti della Mannoia ma per un omicidio. E’ arrivato il Ministro dell’ Interno a presiedere un misterioso comitato che si riunisce periodicamente quando brucia qualche chalet di troppo, solo per concludere poi con conferenza stampa e foto di gruppo dicendo che la situazione è sotto controllo (Ci ricordiamo l’ allarme suscitato per la “bomba al Tribunale” ? Talmente potente che se ne sono accorti il giorno dopo quando hanno visto un vetro rotto? O le dichiarazioni di una illustre rappresentante istituzionale, secondo le quali se la gente non denuncia non si puo’ intervenire? Roba che Dalla Chiesa Falcone e Borsellino si girano nella tomba). Si spera almeno che in quella riunione abbiano parlato anche di Tre Archi e altro.
    I processi si fanno in Tribunale, secondo procedure di legge fin troppo ben collaudate, il tifo lasciamolo alla partita, perchè allora potremmo anche dire che la vita riserva ad ognuno di noi la sua dote di fregature e di problemi; sicuramente ci sono persone in Italia che hanno bisogno di aiuto ed assistenza ma non cominciamo a giustificare un omicidio, di quel tipo poi… Francamente dei problemi della vita di uno che ha l’ abitudine di insultare la gente perchè lui è più grosso mi interessa fino ad un certo punto (un punto molto basso, tra l’ altro).
    Un uomo è morto, almeno la sua morte non sia inutile; ma dobbiamo considerare normale insultarci uno con l’ altro e usare le mani?
    Pace a te, povero fratello nostro scampato ai terroristi, alla guerra e morto per un incontro sbagliato.

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