Cammino la Terra di Marca. I passi, la musica e le stelle che a Cerreto puoi contare

La notte è nera! Ma non è scontato. La fanno bianca e rosa dappertutto. La illuminano tanto da annientarla.

A Cerreto non capita. E’ ancora pece. Buio assoluto.

Poi, le stelle: l’Orsa, il Carro, le Pleiadi.

Il cielo di città le ha perdute. Qui: no. Possiamo contarle, dare nomi, e immaginare i volti che li hanno suggeriti.

Prima dell’ingresso al Borgo, un unico faro a illuminare tavoli posti dinanzi alle mura castellane. Storia su storie.

A dieci metri l’oscurità più profonda.

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Sessanta persone sedute insieme. Cibo e colloquio, nuove amicizie e idee che zampillano. Convivio di gente ancora sanamente abituata a ritrovarsi. Giuliano, Giacomo, Loris, Rossano, Alessandro, Roberta e Marco a portar vivande. Sono loro i protagonisti veri. Quelli del Rivivi-Cerreto.

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Di personaggi importanti ce ne sono molti: dal direttore del Coro de La Fenice di Venezia (Moretti), ai docenti di Macerata e del San Raffaele di Roma (Cavicchi e Santini), dal presidente di Confindustria Fermo (Melchiorri) a direttori di Laboratori per l’esame di alimenti, olio soprattutto (Cecchi). Ma stasera non ci sono Vip o pedoni. C’è gente innamorata del Bello e dello stare insieme.

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È un incontro. Una rete informale, di quelle che funzionano al meglio perché basate su stima e rapporto personale. Un incontro voluto da quattro realtà: l’Associazione Rivivi Cerreto, che promuove la Festa medievale di fine maggio; gli Errabundi Musici, che girano l’Europa e hanno campo base proprio a Cerreto; gli Antichi sentieri Nuovi cammini, che nascono per riscoprire la Terra di Marca; il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea, che ha riportato questa Terra alla ribalta nazionale.

Prima del pasto, domenica 31 luglio, s’è camminato dal bivio di Rapagnano sino al Borgo antico, all’ombra dei Cerri, scorgendo Alteta, Mogliano, Francavilla… raccontando delle migliaia di pellegrini che transitavano da qui verso Urbs Salvia e poi per Roma o Lucca. Gli Errabundi Musici attendevano la comitiva di fronte al composto cimitero. Le cornamuse appenniniche si sono gonfiate, la musica scaturita è stata stimolante e pop. Si è scesi poi per la brecciata.

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La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è uno scrigno di affreschi che incantano i visitatori. In cinquanta non c’erano mai stati. Stupore! Scoperta!

Il corteo informale ha superato l’arco della dogana, è salito alla piazzetta, è ridisceso sino alla chiesa senza tetto. Incredulità! Terra di Marca!

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Foto alle pareti. Gli scatti della festa in costume. Tre le migliori. Parola di Claudio Marcozzi, tra i più bravi fotografi d’Italia, che ha spiegato e premiato Giuseppe Silenzi, Umberto Bufalini e Stefania Badiali.

Ci si è raccontati. Ma non è stata la vetrina dell’apparire. È stato ponte di collaborazione. Progetto comune.

Chissà se il GAL capirà?

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Le mura del Borgo sono ancora infuocate quando ci si siede. Il pane è di Cerealia e l’olio di Lumavite. Ottimo il coniglio in porchetta, per non dire di crostate e vino cotto.

Moderazione raccomanda la Dieta di Lando Siliquini e Paolo Foglini. Non accade sempre. Ma stavolta c’è stato il ritorno, la strada, il cammino ad aiutare. E ad immergersi in una notte magica. Perché nera. Perché normale.

Perché reale.

#Destinazionemarche #Cerreto #antichisentierinuovicammini

da Il Resto del Carlino di domenica 7 agosto 2016

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