Mons. Luigi Valentini: il “padre di tanti bambini” poveri

Il volto di don Luigi Valentini è di quelli felici. Gli occhi sorridono. Lo sguardo è sereno. 81 anni, barbetta ad incorniciare il mento, capelli che lasciano intuire il castano chiaro quasi biondo precedente, bretelle sopra la camicia grigia da sacerdote, da far pensare a Giorgio Gaber.

don luigi

Mons. Luigi Valentini

Quanto gli fu preconizzato da un vecchio e saggio prete in seminario a Fermo si è avverato. Don Luigi, sangiorgese di nascita, è diventato indirettamente «padre di tanti bambini». Molti decenni fa. Era tempo di scelte definitive: accedere al sacerdozio o formarsi una famiglia. Entrambe le opzioni avvertite in maniera forte. Giovane di preghiera, sentiva anche l’altro richiamo. Cosa scegliere? Un incontro, come tanti negli anni successivi. Quello con mons. Cardenà, burbero in apparenza lungo i corridoi del seminario, umanissimo nel colloquio franco a quattr’occhi. Luigi Valentini parlò, ascoltò, meditò e scelse: presbitero. A supportarlo anche l’esperienza con Madre Speranza, la mistica religiosa spagnola (aveva visioni estatiche) che aveva scelto Collevalenza ed era sbarcata con le sue suore a Fermo per continuare l’opera di don Ernesto Ricci. Importante anche la vicinanza di padre Arsenio, braccio destro di Madre Speranza. La scelta si è consolidata cammin facendo. Prima vice parroco a Porto Sant’Elpidio, poi direttore della Casa dello Studente a Fermo (anni della contestazione studentesca). Infine, il richiamo del Brasile, la partenza missionaria, gli ostacoli, l’arresto da parte della polizia politica, le tragedie della povertà (tre bimbi morti bruciati in una baracca delle favelas), le opere nate come risposta, a San Paolo, Brasilia, Salvador Bahia, Belo Horizonte…

Difficile quantizzare il numero dei bambini accolti, accuditi, sfamati, educati nelle creche, che vuol dire asilo/scuola, nei dopo-scuola, nei laboratori artigiani. Opere nate con l’aiuto di volontari, sostenitori, personale specializzato. Don Luigi ha lavorato, diretto, cercato sostegni, bussato a mille porte. Ora gli anni sono cresciuti ed anche qualche problema di cuore. Eppure il sacerdote sangiorgese non fa mancare la sua presenza costante, il suo consiglio, la sua paternità. A condividere il suo impegno è nata l’associazione… Condividere.

Il 15 settembre prossimo la città di San Paolo del Brasile gli conferirà la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento per l’alto valore delle opere realizzate. Un riconoscimento che vale l’impegno di una vita. Per l’occasione è nato un libro: “Il mio bene sei Tu. L’avventura di un sacerdote in Brasile”. Un libro-intervista che si apre con la presentazione del prof. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione della Sussidiarietà, e del sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira.

Sarà presentato il 20 agosto al Meeting di Rimini. Un evento. Di riconoscenza.

 

Da Il Resto del Carlino di sabato 13 agosto 2016, “Minori… per modo di dire”

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