Il racconto dei Sibillini

Lì c’era Marualdo. Più in là viveva Decorato. Orseolo era sposato con Teuda che ogni giorno si recava alla fonte… Andrea Valori e Laura Subrini escono dalla selva indicando la costa che porta a San Leonardo di Montefortino.

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Due mantelli in dosso, il 13 agosto hanno interpretato un testo scritto per Di Villa in Villa. Racconta di donne e uomini che hanno abitato quei luoghi… dieci e più secoli fa.

Vertiginoso pensare che ci fosse popolazione abbarbicata a queste montagne, che s’allevassero ovini, che si strappasse alla terra qualche frutto, che bimbi con il moccio al naso si inerpicassero sui fianchi dei monti.

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Laura Subrini e Andrea Valori propongono le storie della montagna

L’Infernaccio è chiuso: vietato entrare nella gola. Si teme la caduta di massi.

Il ventre della montagna ha ruggito spaventosamente facendo morti e rovine. Se fosse essere animato sarebbe l’urlo di Munch, volto scomposto.

La montagna ci ha traditi? La montagna non tradisce né ama. Noi possiamo tradirla: violentandola e sconvolgendola prima, abbandonandola poi.

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Andrea Valori nei panni di Cecco d’Ascoli

Il sisma ha straziato. Il Fermano non ha avuto vittime, come invece accaduto altrove. Ha ricevuto lesioni. Ora si corre un rischio: l’abbandono. Alberto Mandozzi, che gira la montagna, ci disse che il Parco ha rimesso animali quasi estinti, auspicabile il ritorno di persone. Ma come, quando la terra vibra di violenza e le case sono vecchie come pure gli abitanti?

L’ANCI-Sole 24 Ore lanciò a livello nazionale il progetto albergo diffuso laddove un tempo s’abitava. Una risposta turistica. Che non è, però, l’abitare di una comunità ma il godere temporaneo di una vacanza. Godere e andarsene.

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Un sindaco ci disse in tempi non sospetti: «Dovremmo mettere un’imposta per chi dal mare sale a respirare buona aria». Scherzava, ma con ragione. I centri di lassù sono stati spogliati. Il calo demografico ha fatto il resto. Qualche cenno di miglioramento s’era registrato negli ultimi anni. Non vorremmo che la batosta del terremoto rimettesse tutto in discussione.

Le zone colpite hanno bisogno di interventi economici ma anche di simpatia umana finita l’emozione della tragedia.

L’Associazione Antichi sentieri Nuovi cammini ha lanciato una proposta: visitare le nostre zone montane (dove si può). Camminare per Vetice, Collina, Ripavecchia, Sossasso, Piedivalle, Santa Lucia… Prendere un caffè, mangiare un piatto tipico, fermarsi ad ascoltare un anziano, cantare in gruppo.

E’ far memoria di una civiltà. Quella nascosta nei Sibillini, come ha detto un docente-scrittore.

Fa tristezza, a Rubbiano, leggere un cartello scolorito (!) che ricorda una Comunanza agraria. La Comunanza è testimonianza di un comunitarismo che piacerebbe ad Alasdair Mc Intyre. E’ quel sentirsi uno e popolo. Quell’uno e popolo che ha reagito subito ai danni del terremoto, prima delle visite dei politici. E’ una possibile risposta.

A Norcia, la notte del sisma, la popolazione s’è riversata in piazza intorno alla statua di San Benedetto, patrono d’Europa. I giovani monaci della chiesa danneggiata hanno recitato il rosario. Sono quelli che fanno voto di stabilità. «Uno dei frutti – ha detto il priore Cassian Folsom – è quello che chiamiamo “amore del luogo”. Noi amiamo questo luogo. E lo ricostruiremo». Esemplare!

da Il Resto del Carlino di domenica 4 settembre 2016

#terremoto #sibillini #destinazionemarche

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