Longevità attiva. Le buone pratiche. Insegnare agli insegnanti

Suor Maria Beatrice ha 97 anni e ogni giorno va nel campo del monastero di Monte San Martino a curar fiori e far mangiare polli. In California è conosciuta per essere tra i protagonisti di un filmato sulla buona vita marchigiana. Peppe, di anni ne ha 89, vive a Belmonte Piceno, e bambino, come ha raccontato su Youtube, lavorava i campi. Così come Angela, che di anni ne fa 84. Potremmo continuare all’infinito. Siamo i più longevi. Un vanto, una risorsa, e un problema.

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Il prof. Cavicchi in piedi, la prof.ssa Spigarelli alla sua dx

Come vivere il tempo che il Padreterno ci lascia? Una risposta arriva dalla “longevità attiva”: interessarsi, appassionarsi, vivere e non vivacchiare. Di progetti ce n’è. La Regione ha lanciato concorsi di idee.

Altro aspetto: se da noi la vita è buona, l’area salubre, la cordialità non manca: il turismo della terza e quarta età potrà essere una risorsa?

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In fondo, in piedi a sx l’agri-chef Gabriella

Mercoledì scorso a Cupra Marittima, in collina con dinanzi il mare e il restaurando castello di Sant’Andrea, una decina di docenti e ricercatori universitari di Lisbona si sono confrontati con le iniziative prese dall’Azienda agrituristica La Castelletta, ospiti “Le Marche in Valigia” dell’Agritour-Aso e il “Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea”.

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I docenti partecipano al Laboratorio

Insieme ai portoghesi c’erano i colleghi dell’università di Macerata guidati da Alessio Cavicchi, e funzionari della Regione: Leonardo Lopez in testa. I portoghesi vogliono capire le “buone pratiche” delle nostre contrade. Ma anche quelle di Lovanio (Belgio) e Maastricht (Olanda), le cui università si sono coinvolte nel progetto europeo.

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Rosanna, Anna, Graziella, Alfonso, Giorgio, Giovanna ed altri sono ex insegnanti, ex coltivatori diretti, ex imprenditori, che due volte la settimana salgono sino a La Castelletta per vivere alcune ore insieme. La loro longevità attiva è realizzare carta a mano, piccoli oggetti di falegnameria, sciarpe, sapone, trasformare le pietre trovate in riva al mare, fare ginnastica e assaggiare i piatti della squisita Gabriella, in arte: agri-chef. Siamo nell’ambito dell’agricoltura sociale, quella su cui punta la Regione Marche che, dopo gli agri-nido (quello del fermano Bagalini: L’Arca di Noé, è all’avanguardia, dicono i funzionari regionali) ha in mente di attivare anche il co-housing per ospitare anziani e, perché no?, anche i disabili rimasti senza famiglia del Dopo di Noi. Obiettivo che sta perseguendo il fondatore della Comunità di Capodarco don Franco Monterubbianesi. Sono gli ex a esemplificare “le buone pratiche”, realizzandole sotto gli occhi dei proff. stupiti.

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Sullo schermo passano le immagini delle iniziative all’estero di “Marche in valigia”: Belgio, Inghilterra, Olanda, Giappone. Colpiscono i due slogan: “Un modo semplice per promuovere il territorio e fare amicizia con la gente del mondo”, e “accogliere degli ospiti quando arrivano e salutare degli amici quando partono”.

Molta attenzione è riservata alle iniziative del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea e allo studio del Seven Countries Study di cui poco o nulla i ricercatori sapevano.

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Paesaggio, accoglienza, qualità e bontà del cibo. L’incontro termina a tavola con i piatti incredibilmente semplici quanto incredibilmente gustosi dell’Agri-chef Gabriella.

da Il Resto del Carlino di domenica 18 settembre 2016, articolo di Adolfo Leoni

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