Terremoto. L’ambulatorio diabetico di prossimità. Da Fermo arriva Foglini

Il terremoto non è solo morti, case distrutte, lavoro perduto, vita sociale bloccata. Il terremoto porta conseguenze gravi, specie, per gli anziani e per i “pazienti fragili”. Ma dalle tragedie può scaturire anche un’esperienza di bene e di innovazione.

ambulatorio

Ad Arquata, nel rettangolo quasi perfetto di tende azzurre che danno rifugio ai terremotati, spicca un container chiaro. Lo ha collocato la Protezione civile. E’ un ambulatorio medico. Lo frequentano in tanti.

Lo scorso sabato ha iniziato ad operarvi il dottor Paolo Foglini, fermano. Il medico diabetologo, che ha diretto l’Unità Operativa di Diabetologia dell’ospedale Murri di Fermo, ha risposto, insieme ad altri colleghi, all’appello lanciato dal dr Italo Paolini, medico di medicina generale di Acquasanta Terme, e dall’associazione Diabete Italia.

accampamento

«Lo scompenso del diabete indotto dallo stress e dalle improvvise modificazioni della vita comune, – si legge in un documento presentato ad un recentissimo convegno a Monaco – se di per sé potrebbe non provocare sintomi evidenti, può comunque portare alla manifestazione o aggravamento di complicanze potenzialmente devastanti». Foglini e Paolini, sabato scorso, hanno condiviso il primo ambulatorio specialistico diabetologico di “prossimità” che resterà aperto sino allo stabilizzarsi della situazione.

Con Foglini anche la dottoressa Tiziana Stampatori, già Primario del Centro trasfusionale del Murri di Fermo, che si è occupata di prelievi.

Il container-ambulatorio è stato attrezzato dalla MeTeDa SRL di San Benedetto del Tronto che ha fornito il supporto informatico necessario all’utilizzo dei dati. Quello della conoscenza dei dati è infatti una necessità fondamentale ai fini dell’assistenza. Ma quanti hanno salvato dalle macerie le proprie cartelle cliniche? Pochi o nessuno. Alla perdita improvvisa di tutto, si aggiunge, dunque la perdita della “storia” clinica dei pazienti. E qui sta l’importanza – forse unica in Italia – di una scelta fatta nelle Marche.

La scelta di mettere in rete i “data base” esistenti per permettere la condivisione dei dati con gli specialisti presenti sul territorio. E già «al primo ambulatorio – ha spiegato Foglini – il sistema ha funzionato, le cartelle hanno “parlato” insieme fornendo i dati necessari alla continuità assistenziale». Questo è potuto accadere perché nella nostra Regione da anni il diabete mellito è attentamente monitorato con una cartella clinica specialistica e i dati assistenziali di tutti i pazienti sono raccolti in un “data-base” centralizzato.

I tecnici della Regione Marche, che l’associazione Diabete Italia ha ringraziato di cuore, sono riusciti velocemente a risolvere i grossi problemi delle autorizzazioni necessarie alla trasmissione di dati sensibili verificando e garantendo con estrema puntualità ed efficacia il rispetto della privacy. Nelle prossime settimane a sostituire il dr Foglini sarà il collega dr Giacomo Vespasiani, già primario diabetologo all’ospedale civile di San Benedetto del Tronto.

Il sistema ha funzionato, dichiara Foglini, ed ora potrà «seguire i pazienti che necessariamente dovranno essere trasferiti in zone anche lontane e più sicure».

da Il Resto del Carlino di giovedì 22 settembre 2016

#diabeteitalia #diabete #terremoto #Arquata del Tronto

 

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