Progetto Montevarmine. Nuova economia, nuova politica

L’amico scrittore Luca Doninelli ha pubblicato per Bompiani un avvincente romanzo. Le cose semplici è il racconto di un mondo in frantumi dove una donna (la celebre matematica Chantal) e un gruppo di persone ricostruiscono una città-stato a partire da un nuovo modo di concepire i rapporti personali, lo studio, l’economia, la politica, con al centro il saper fare e la sua trasmissione.

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Doninelli, senza toni apocalittici, descrive le rovine prendendo spunto dalla situazione odierna determinata dalla sfiducia. Come dargli torto?

La disgregazione inizia quando la fiducia viene a mancare. Se manca, non si va in aereo perché il pilota potrebbe essere pazzo, non si prende la metropolitana per possibile ubriachezza del conducente, non si entra in ristorante per timore di piatti avvelenati dallo chef, non si ricorre al barbiere per presunto rasoio assassino, non ci si tuffa in piscina perché contaminata. Diffidare! Con la conseguenza che l’altro si trasforma nel nemico da combattere. O da evitare. Isolandosi.

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Dal Giappone arriva una malattia che colpisce i giovani. Sono i «ritirati sociali», in giapponese: hikikomori. Molti genitori nel 2015 hanno denunciato il «ritiro domestico dei figli». Nel Sol levante ci sono casi di interi villaggi ritiratisi.

In una recente intervista al Corriere della Sera, Zygmunt Bauman, parla di uno sfaldamento della solidarietà tra i cittadini dello Stato, di una insicurezza le cui radici sono molto profonde perché affondano nel modo di vivere, segnato «dall’indebolimento dei legami», «sgretolamento delle comunità», «sostituzione della solidarietà umana con la competizione». Occidente in crisi e gaio nichilismo.

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Domenica scorsa, nell’ex Mercato Coperto di Fermo, si è presentata La Cooperativa Agricola di Comunità Rocca Madre. Proposte agro-alimentari e mini convegni. Rocca Madre intenderebbe gestire 70 ettari di terreni a Rocca Montevarmine, proprietà del comune di Fermo a Carassai.

Promette agricoltura di qualità, valorizzazione della terra, nuova economia ma anche nuova politica. Che parta dal basso. Lo ha spiegato in modo impeccabile Vera Zamagni, docente, autrice di libri, moglie di Stefano Zamagni propugnatore dell’economia sociale. L’attuale forma capitalistica è devastante, ha detto la prof, declinando i dati delle 200 multinazionali che detengono il predominio della globalizzazione. Secondo la Charity britannica Oxfam 62 super miliardari detengono la ricchezza della metà del mondo.

C’è rischio schiavitù, ha spiegato la Zamagni. Ma anche un fortissimo disagio: tempo favorevole per una nuova democrazia economica e una nuova imprenditoria civile. Ma occorre mettersi insieme, far massa critica, uscire di casa, cambiare mentalità. Oggi esistono, ha spiegato, nuove forme di finanziamenti al di fuori dei canali tradizionali. Uno per tutti: il crowfunding.

La docente ha ricordato che la fioritura delle città-stato medievali fu possibile per l’azione collettiva delle corporazioni, molto più dei sindacati, vere e proprie comunità umane solidariste.

Messaggio chiaro. Con una domanda inevasa: da dove rinasce la fiducia e da dove zampilla la solidarietà? Le corporazioni medievali lo sapevano. Noi?

di Adolfo Leoni da Il Resto del Carlino di domenica 2 ottobre 2016#roccamontevarmine #carassai #fermo #agricolturasociale #verazamagni

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