Il racconto di Ottobre all’Abbazia. Dai monasteri nuova agricoltura e nuova economia

Cos’è la cultura oggi? Vezzo da intellettuali, prodotto da consumare, racconto di un palcoscenico vip goduto dalla platea? Oppure occasione di conoscenza per vivere l’oggi guardando al domani? Questa seconda è la risposta di Ottobre all’Abbazia: non spettacolo, ma possibilità di riallacciare catene generazionali. Lo ha fatto intendere, sabato scorso, Fabio Pierantoni della Condotta Slow Food di Corridonia citando Tonino Guerra. Il poeta, scrittore e sceneggiatore raccontò di una delle tante passeggiate fatte con il nonno. Un nonno che si guardava spesso indietro. Il piccolo Tonino chiese il perché. L’anziano gli rispose che per andare avanti bisogna conoscere da dove si è partiti.

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«Il paesaggio del Buon Governo: Monaci, mezzadri, imprenditori. Il sentiero della sapienza agronomica» è stato il tema del primo convegno di Ottobre all’Abbazia, sabato 15, curato da Tommaso Lucchetti, presso il già convento dei Cappuccini di Montegiorgio, oggi della Misericordia. Si è parlato con Adolfo Leoni di presenze monastiche, della giuntura benedettino-francescana, dell’«imbarazzo della ricchezza» dei cistercensi risolta dai francescani con la nascita dell’economia di mercato civile, dei laboratori di scarpe già nel 900 dopo Cristo nelle abbazie del lungo Chienti, del rispetto per la natura.

ottobre-verducciIl professor Carlo Verducci ha approfondito il tema dei contratti cosiddetti «ad medietatem» dei farfensi sino alla mezzadria classica che abbiamo tutti conosciuta. La relazione ha riguardato anche i dati statistici della popolazione italiana decimata dalla peste a metà del 1300 e in ripresa sul finire del 1400 inizio 1500. Nel XVI secolo la terra marchigiana conosce lo sbarco di albanesi e schiavoni soprattutto. Vengono distribuiti nelle campagne dove vige il contratto di «lavoreccio». Non è quello mezzadrile ma gli somiglia.

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Achille Ambrosini e Marida Corradetti hanno presentato la realtà di Civiltà Contadina e l’esperienza della Rete marchigiana.

Gran finale con la genetista Nadia Ficcadenti dell’Unità di Ricerca per l’orticultura di Monsampolo del Tronto, e Ambra Micheletti agronoma dell’ASSAM. La Ficcadenti ha compiuto un excursus dai geni ai semi: agricoltura tra passato, presente e futuro; la Micheletti si è soffermata sul recupero delle biodiversità nel territorio marchigiano alla luce del Progetto Biodiversità agraria secondo la legge regionale 12 del 2003.

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Prima del convegno, è stata inaugurata la bella e partecipata mostra di incisioni del prof. Domenico Pupilli dal titolo “Segni da passeggiate”. Presenti i sindaci di Montegiorgio (Benedetti) e Grottazzolina (Remola). Il buffet finale, nel Refettorio che fu dei Cappuccini, proposto da Marco Ilari di Cioccolami, ha decreto in toto la riuscita del primo appuntamento. Sabato 22 toccherà all’artigianato.

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