Amandola. Noi non molliamo. La Gibas torna a lavorare

Lavoro. Montagna. Terremoto. I primi due elementi si sposano bene: agro-alimentare e artigianato sono lì a dimostrarlo. Il terzo invece li danna tutti. Ma al terzo si reagisce. Come hanno fatto alla Gibas di Amandola. Non un’impresa industriale, ma un’azienda di artigianato di qualità nata nel 1959, radicata in montagna. Le tre generazioni (l’ultima giovanissima) dei Giacomozzi (Basilio l’ha creata nel 1959 insieme alla signora Giuseppina) al timone dicono di sé: «artieri della luce», specialisti che dal ferro, e con il ferro, sono passati ad ogni tipo di lampada da illuminazione. Il terremoto ha toccato anche la Gibas ma non ha arrecato danni strutturali all’edificio che si trova nei pressi del campo sportivo. Qualche crepa al cornicione anteriore e ad alcuni divisori. Inizialmente è stata presunta una parziale inagibilità. Una successiva e più accurata perizia ha constatato invece la piena agibilità.

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A dx l’amministratore Basilio Giacomozzi

Così i dipendenti, alcuni assunti di recente sono tornati al lavoro. Ma il danno maggiore il terremoto lo ha fatto ad un altro livello: quello psicologico, quello della paura. Paura vera ma anche tanta paura indotta. Alla Gibas raccontano che non sono poche «le persone che ci chiamano al telefono per sapere se lo showroom è aperto». Altri telefonano perché «non vogliono venire a ritirare la merce per timore di rimanere bloccati sulle strade».

C’è «meno giro nello showroom di Amandola – dichiara l’amministratore – per via della risonanza con cui i mass media hanno descritto la nostra zona». Apprezza invece l’attenzione che il Carlino ha «sulle realtà come noi che resistono nonostante la situazione». Resistono e cercano di andare avanti «con tutti i progetti già stilati, con le partnership, le fiere di settore, l’export, le sponsorizzazioni locali per lo sport come per la Prima Divisione Pallavolo Sibillini», sostenendo sul mercato, ancora più convinti, il nuovo brand: TOOY. «Non si può assistere inerti alla spoliazione della montagna».

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Illuminazione per X Factor

La Gibas ha 25 dipendenti, l’età media è di 33 anni, la produzione totalmente Made in Italy. «Lo stile delle attuali lampade è più pulito, lineare, minimal. Non è cambiata però la sostanza, cioè la lavorazione dei metalli che è il punto di partenza di ogni nuovo prodotto». La nuova generazione dei Giacomozzi è impegnata ad aprire nuovi canali, nuovi mercati.

Il marchio Tooy è arrivato oggi ad illuminare gli ambienti televisivi di X Factor 10, Ma Come ti Vesti. Ma Gibas era già presente in tv nelle serie Non dirlo al mio capo, Don Matteo, Che Dio ci aiuti, Come fai sbagli, Un passo dal cielo, Solo per Amore, Un medico in famiglia, I Misteri di Laura.

Artigiani che non mollano, neppure se la montagna ruggisce. Sempre pronti a ripartire. Il Fattore X.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino di lunedì 7 novembre 2016

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