Le Marche musicali. L’ultimo numero di Marca/Marche

Una miniera. Stavolta di carattere musicale.

La rivista edita da Andrea Livi Marca/Marche si conferma capace di guardare, da Fermo, all’intera regione, cogliendone aspetti sconosciuti e salienti.

Il numero sei contiene storie e racconti di musicisti, dunque, ma anche cantanti, cantori, produzione musicale, organi e organari.

La direzione composta da Floriano Grimaldi, Marco Moroni, Francesco Pirani e Andrea Livi ha chiamato a raccolta diverse firme: Marco Giuliani, Paolo Paoloni, Fabio Galeffi, Gabriele Tarsetti, Ugo Gironacci,Giulio Fratini, Claudio Giovalè (che ne è anche direttore responsabile), Paola Ciarlantini e Paolo Peretti.

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«Le Marche – scrive Giuliani, trattando di Flaminio Corradi da Fermo – hanno una cospicua presenza e una vasta rappresentanza nei repertori bibliografici delle opere musicali cinque/secentesche, anche se la geografia editoriale di tali opere ci rinvia sempre alla città di Venezia (non solo in quanto centro di stampa per i musicisti locali, ma anche come riferimento diretto per ambiziosi incarichi professionali: basti citare il caso di Giulio Bonagiunta da San Ginesio e di Carlo Milanuzzi da Esanatoglia)».

C’è da notare che, come scrive ancora Giuliani, «Molti sono infatti i compositori di questa regione che in epoca rinascimentale, con le loro opere e la loro attività, hanno illustrato il proprio territorio natale…». Come, appunto, Flaminio Corradi e le sue «Stravaganze d’amore». Stravaganze come fantasticherie.

Sul giovane Peranda e sulla sua formazione di musicista tra le Marche e Roma, si intrattiene Paoloni che dichiara: «Una vera e propria storia della musica a Macerata è ancora da scrivere». Una storia ampia, intende, nel senso di capace di uscire dalla storia municipale. Della vicenda umana, religiosa e professionale del missionario Teodorico Pedrini, musicista, insegnante di musica, costruttore di strumenti musicali, che realizzò anche un organo a canne per donarlo all’imperatore di Cina Kangxi, nel maggio del 1719, trattano Galeffi e Tarsetti con un saggio approfondito.

Nel nuovo numero, a firma di Gironacci, troviamo anche un articolo su Antonio Conforti, maestro di Cappella a Fermo, e sulla sua produzione sacra e drammatica.

Nella sezione «Riletture» di vecchi articoli pubblicati nelle Marche, viene proposto quello di Giuseppe Radiciotti (nato a Jesi nel 1858) che stilò un interessante elenco di marchigiani, dal secolo XVI al XIX, musicisti, cantanti, istrumentisti, fabbricanti di strumenti, architetti e macchinisti.

In questo numero di Marca/Marche manca uno spazio dedicato al maestro Domenico Alaleona e alla sua Dodecafonia. Essendo vissuto a cavallo tra fine Ottocento e primi Novecento, probabilmente verrà trattato nel prosieguo.

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