Il Dolce del… carcere. Biscotti natalizi a conclusione del corso per aiuto pasticcere. A Fermo

L’articolo 27 della Costituzione italiana è chiaro: le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Lo dice la legge, è un fatto di civiltà. E alla rieducazione dei detenuti possono contribuire anche i corsi. Come quello di aiuto-pasticcere che si è svolto – primo nelle Marche – nell’Istituto di pena di Fermo.

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Sabato scorso, dinanzi al prefetto Mara Di Lullo, al direttore del carcere Eleonora Consoli, al sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, al vice sindaco di Montegiorgio Michele Ortenzi, al dr Nicola Arbusti, al rappresentante della Caritas Stefano Castagna, ai vertici della Polizia penitenziaria, ai componenti il Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea è stato presentato il «Buono dentro», una serie di biscotti che un gruppo di detenuti ha realizzato dopo aver seguito un corso tenuto dal pasticcere Paolo Totò e dagli chef Benito Ricci e Sandro Pazzaglia del Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea. Due mesi di impegno dove, oltre all’attività in cucina, sono state tenute anche lezioni teoriche proposte dal dr Paolo Foglini, diabetologo.

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Già lo scorso anno i mesi di ottobre e novembre avevano visto la partecipazione dei detenuti ad un altro corso: quello per aiuto-cuoco.

Entrambi i progetti avanzati dal Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea sono stati sposati dai vertice del carcere e sostenuti dalla Fondazione Caritas in Veritate.

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La piccola produzione – 60 sacchetti distribuiti come omaggio alle autorità locali – è stata possibile grazie ad una rete di solidarietà promossa dal Laboratorio della Dieta. La Distilleria Varnelli Spa – rappresentata in conferenza stampa dalla dott.ssa Carla Epifani – ha messo a disposizione prodotti che hanno arricchito l’impasto; il sig. Umberto Bachetti di pizza.it ha donato il forno per la cottura; il Rotary Club di Fermo ha appoggiato l’iniziativa; il Comune di Montegiorgio ha offerto le etichette; il Forno Luciani di Fermo ha provveduto al trasporto del forno; infine la ditta Andolfi & C. di Sant’Elpidio a Mare ha donato gli involucri. «Segno di grande civismo» ha commentato il prefetto Di Lullo. Il rappresentante dello Stato ha inoltre rimarcato il concetto di rieducazione invitando i detenuti a guardare il futuro e mettersi subito nell’ottica di una svolta della propria vita. Soddisfazione è stata espressa dalla direttrice Consoli. Per i carcerati, il loro portavoce ha raccontato dell’importanza dei corsi anche sotto un profilo di acquisizioni professionali augurandosi che si possa continuare su questa linea.

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Il sindaco di Fermo, nonostante la concomitanza con l’arrivo del presidente di Confindustria Boccia, non è voluto mancare all’incontro portando il saluto e l’apprezzamento per l’iniziativa.

Nel biglietto augurale allegato al sacchetto – dove campeggia la riproduzione dell’Adorazione dei Pastori del Rubens – si legge: «Il “Buono dentro” è il dolce che i detenuti del carcere di Fermo, terminato il corso per aiuto pasticcere, offrono ai rappresentanti della Comunità del Fermano». Un modo anche questo per sentirsene parte. Un altro nome era stato proposto: “Dolci evasioni”. Ma non era il caso.

di Adolfo Leoni

#destinazionemarche #distilleriavarnelli #fermo

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