I PICCOLI BORGHI, LA NOSTRA VERA RICCHEZZA

Torre di Palme è stato adottato per due anni tra «I Borghi più belli d’Italia».

Moresco ne fa parte da tempo. Potremmo identificarne un’altra decina, a partire da Smerillo passando per Montefalcone Appennino, giungendo a Santa Vittoria in Matenano planando su Montelparo, Monterinaldo, Montegiberto. Solo per fare qualche nome

Amato Mercuri è stato sindaco moreschino. Oggi ricopre la carica di presidente regionale dei Borghi marchigiani.

torre

In un suo intervento ad un’assemblea dei Borghi ha legato turismo, longevità, qualità della vita. Una trasversalità che amplia lo sguardo.

A metà anni Cinquanta dell’altro secolo, don Lorenzo Milani, della scuola libera di Barbiana, ripeteva: «Gli imperialismi? Ci vorrebbero ventila sammarini per eliminarli, il mondo cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero protette le culture e le identità».

Ci interessa la seconda parte. Ventimila «sammarini» proteggerebbero cultura e identità. Le preserverebbero dall’omologazione odierna.

Oggi non è più tempo di mini repubbliche. Ma di cultura e identità sì. Molto più di prima.

I borghi, i paesi, le piccole città sono ancora preziosi scrigni.

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La chiesa di San Michele a Cerreto di Montegiorgio (senza tetto)

Nel suo ultimo volume Dante e l’incantato mondo della Sibilla Appenninica, che risente di Febo Allevi, il dr Ugo Travanti da Comunanza scrive: «… le Marche, in senso longitudinale sono divise in tre settori: la fascia costiera, quella collinare e quella montana. Mentre le prime due culturalmente e socialmente sono abbastanza simili in quanto vi si incontrano i centri abitativi e produttivi più importanti, e dove sono insediati i centri istituzionali nei quali vengono prese le decisioni che fanno la ‘storia’, quella scritta, l’ambiente montano per secoli ha vissuto quasi di vita propria». Per il Fermano, anche la collina meno prospiciente il mare ha vissuto un’altra storia, dove è stato più facile preservare le diverse culture popolari.

Nel suo capolavoro, Jaber Crow, lo scrittore, poeta e contadino  Wendell Berry, del Kentucky negli USA, fa capire al lettore che nulla è eguale, tutto è speciale, le persone soprattutto. Nell’incredibile libro Il profumo dei limoni, l’autore Jonah Lynch parlando del contadino-scrittore, afferma: «Berry mi ha fatto capire il lato positivo, bellissimo, del campanilismo italiano, espresso nei gusti locali, che dipendono addirittura  dal lato del fiume… Mi ha fatto percepire l’enorme ricchezza che ogni luogo specifico possiede». Le diversità sono la nostra vera ricchezza.

Nel pannello di presentazione della mostra 150 anni di sussidiarietà, inaugurata nel 2011 dall’allora presidente della Repubblica Napolitano, si leggeva: «… e in ogni città, in ogni borgo, il municipio, la chiesa, le botteghe artigiane e i dialetti, un tessuto capillare fatto di legami sociali e familiari, dentro ambiti di vita amalgamati dal sentimento di un destino comune. Sono le ‘piccole patrie’ degli italiani, tenute insieme da un intreccio ricchissimo di appartenenze, di tradizioni e di stili di lavoro, dalla fioritura di eccellenze tecniche e di primati artistici insuperati».

Nessuna politica può compiere una «svolta senza un popolo che prenda coscienza di sé e del suo valore».

di Adolfo Leoni

#destinazionemarche #borghipiùbelliditalia 

#Moresco #torredipalmee

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