GENTE DI CAMPO. Dal miele alle lavande. Vi presento la Fra. Mi.

Ritorno alla terra e ai suoi frutti. Dopo decenni di disattenzione, la campagna richiama giovani e famiglie. Diventando prospettiva di lavoro.

Prendiamo gli Achilli. Il laboratorio si trova in contrada San Giorgio a Montegiorgio. L’appezzamento di terreno è in contrada Fontesecca: pianoro che guarda i Sibillini a sinistra e il San Vicino sulla destra. Nel rettangolo c’è di tutto: duemila piante di lavanda, l’elicriso, la salvia, la calendula, il rosmarino, l’iperico, lo zafferano… Piante officinali cui trarre olio essenziale di lavanda, estratti per shampoo, saponette, balsami, creme dopo-barba, gocce rilassanti. Etichetta depositata al Ministero della salute. Non mancano orzo e farro, e grano jervicella.

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C’è poi un oliveto «super intensivo» che dà olive diverse: coroncina, carboncella, giulia, coratina. La produzione è per la famiglia. La commercializzazione verrà in seguito. Così come per il vino ricavato dalle uve di vitigni sangiovese, passerina, pecorino. Nella cantina, quattro bottiglie hanno etichette originali: Ciottolino, Sassolina, Giugiù, Lollo. Scriviamo con la lettera grande perché corrispondono a quattro ragazzi: Alessandro, Lucia, Giulia e Lorenzo. Sono i figli – equamente divisi – di Francesca e Michela Achilli. Sono i nipoti del patriarca Emilio. L’azienda nasce con lui.

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Oggi è Fra. Mi. (iniziali di Francesca e Michela), impresa nata nel 1992. Ma tutto ha inizio nel 1979, quando Emilio, diplomato chimico all’ITI Montani di Fermo e dipendente di una scuola superiore di Montegiorgio, avverte la necessità di fare qualcosa in campagna.

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È un giorno di novembre del 1978: uno sciame di api sta morendo di freddo in un fosso. Il proprietario del campo cattura le api e le regala ad Emilio. Sulle prime, il perito chimico non sa dove mettere le mani. Poi, pian piano, leggendo, chiedendo, informandosi allestisce sino a 100 arnie. Prende il via l’azienda agro-apistica. Produzione: 40 quintali di miele, da raccogliere, selezionare, sistemare nei vasetti, creare l’etichetta, immettere sul mercato. Nel frattempo, il sig. Emilio spalleggiato dalla signora Adriana acquista nuova terra e da cosa nasce cosa. Anche come prospettiva di lavoro famigliare. Francesca si coinvolge, Michela pure. Nasce la Fra. Mi.

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Francesca Achillli

Loro si occupano di preparare le confezioni, etichettare, grafica, vendita. Emilio dirige e sovrintende. Intanto il nipote Alessandro cresce. Si diploma perito agrario a Macerata e, quest’anno, finirà il corso di specializzazione da eno/tecnico. Appena pronto, entrerà a pieno titolo nell’azienda di madre e zia (e nonno supervisore) iniziando la produzione del vino e l’imbottigliamento. Così come per l’olio.

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Il miele continua ad essere il punto di forza. Le arnie sono 50, la produzione di 20-25 quintali l’anno. Api vuol dire anche cera. Tra qualche giorno, in vista delle festività pasquali, Francesca e Michela prepareranno anche una decina di ceri per le chiese.

Uscendo dal laboratorio, notiamo una bottiglietta. È un coctail di miele, pollini vari, propoli e aloe. Giusto per raffreddori e mal di gola. Attualissimo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 20 gennaio 2017

#destinazionemarche #mediterraneandiet #Montegiorgio #api #miele

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