GENTE DI CAMPO. La storia di Doriano Scibè da Grottazzolina

Sant’Isidoro: un’antica chiesa sulla piana di Grottazzolina. E, accanto, un rettilineo che costeggia il fiume Tenna. L’indicazione dice: strada chiusa. In effetti, continuando, l’asfalto termina e s’imbocca una strada di terra che s’avvicina sempre più al fiume. Inseguo con l’auto un piccolo trattore. Lo conduce Doriano Scibè. C’è il sole e lui indossa un cappello a maglia che assomiglia a quello dei «bravi» di manzoniana memoria nelle illustrazioni del Doré.

Scibè Doriano

Doriano Scibé

Mi sono incolonnato al civico 33, dove sorge il suo punto vendita. Il sig. Doriano stava consegnando salami e ciabuscoli, e riceveva ordini di prosciutti da clienti civitanovesi raggiunti dal passa-parola circa le bontà dei prodotti.

Dopo cinque-sei minuti, entro in zona Belmonte Piceno. Pascoli e pascoli nella piana bellissima che è Fonte Carrà, tra due corsi d’acqua: il Tenna e «lu vallatu». La cosa più sorprendente è che le vacche pascolano libere (una trentina di capi), i maiali (una quarantina; colpisce una grossa scrofa con nove piccoli appena nati e un verro di tutto rispetto) fanno altrettanto, i cani si mescolano alle une e agli altri, le pecore seguono. Un enorme stato brado. Recintato, sicuramente, ma con ampi spazi di manovra. Sono 25 ettari, in affitto: una vera e propria fattoria biologica e didattica che vede spesso arrivare i bambini delle elementari per conoscere e apprezzare gli animali.

Scibé animali

Più vicino al fiume, c’è un recinto con i maiali che stanno ingrassando. In estate, quando fa caldo, viene aperta una conduttura da dove affluisce acqua, e allora «i maiali vi sguazzano dentro come ippopotami». Dove gli animali non scorazzano, Doriano coltiva erba medica, favino, triticale, piselli selvatici, grano per farine e quanto occorre per sfamare in proprio gli animali che, seppur destinati a diventare salami, salsicce, prosciutti e buona carne rossa e bianca, «debbono avere sino ad allora una buona vita».

Scibé maiale

Altri bovini e poi anche polli, Doriano (aiutato dalla sua famiglia e da alcuni collaboratori) li alleva anche a Passo del Colle, a Grottazzolina, un crinale stupendo. «La famiglia Scibè – spiega – è presente qui sin dal 1600». L’Azienda – aggiunge – è a prevalente indirizzo zootecnico, ed anche nei periodi di industrializzazione dell’agricoltura non ha mai utilizzato prodotti chimici di sintesi, né praticato colture intensive.

Scibé, che ha imparato l’arte della norcineria da suo nonno Beniamino Bonifazi, usa lo stesso sistema naturale di stagionatura.

Chi sono i suoi clienti? I gruppi di acquisto, i clienti attenti alla qualità e alla salute, e sempre più accorti ristoratori.

Scibé ancora maiali

Parlando con lui, mi accorgo di avere di fronte un uomo umile e di vasta cultura. Mi racconta del valore del sale per i romani, delle innovazioni e dei recuperi agricoli apportati dai monaci farfensi, dei maiali che erano da sostentamento mentre i bovini servivano per i lavori dei campi.

Scibé pianura

Doriano è stato amico di Gino Girolomoni: «Un intelligente precursore del produrre sano».

Problemi? «Ad agosto 2016 si sono visti i lupi, ecco perché i miei sette cani da guardia».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino sabato 5 maggio 2017

#destinazionemarche #mediterraneandiet #scFermo

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