I Grandi a Taormina a decidere le sorti del mondo. I Piccoli a tirarlo avanti, il mondo

Ci salveranno le piccole cose. Ci salveranno i Minori… per modo di dire: le mamme dai mille impegni, i fornai del buon pane perché buona farina, gli agricoltori minimi delle buone pratiche, le maestre che amano la lettura, i docenti che pensano agli studenti, i restauratori che sentono l’onore del bello, i sindaci che salgono sul trattore per liberare la strada senza farsi fotografare, i giornalisti che non hanno bisogno della velina per scrivere il pezzo, gli architetti che non arzigogolano la mente ma riscoprono il genius loci, i babbi che rubano tempo al lavoro per destinarlo ai figli, gli impiegati pubblici che prima di loro c’è il cittadino, i muratori che dopo aver sporcato, e prima di andarsene, ripuliscono le stanze per rispetto.

intero-popolo-verso-conoscenza

Ci salverà: chi va ancora nel bosco, chi ascolta il silenzio, chi di notte guarda le stelle, chi si commuove per le lucciole, chi apprezza la compostezza dei cimitero, chi scopre un borgo e vuol saperne la storia, chi ha deciso di tornare in montagna nonostante tutto, chi ha il cuore ripieno dal sorriso di un bimbo.

A Taormina i «Grandi» decidono le sorti del mondo, si dice.

Nella quotidianità, i Minori… per modo di dire tirano avanti il mondo. Lo chiamavano popolo, semplice popolo.

Nelle stanze dei potenti resta solo un sostantivo sfocato; in quelle delle Multinazionali solo un consumatore da imbonire; in quelle della Finanza un peso, nullità, uno scarto, perché povero; in quelle televisive un idiota da distrarre.

davolpedo

Però esiste, questo popolo. Magari neppure lo sa più. Ma c’è. Perché il mondo vive ormai solo di questa fatica quotidiana.

Qualcuno dovrà prima o poi farci i conti.

 

Annunci

One thought on “I Grandi a Taormina a decidere le sorti del mondo. I Piccoli a tirarlo avanti, il mondo

  1. Mi viene in mente un altro esempio di “minori”, inteso nel senso di persone comuni, gente che se ne va al lavoro e cerca di portarlo avanti tenendoselo stretto (di questi tempi poi….), magari maledicendolo ma anche inorgogliendosi nel farlo, perchè è il “tuo” lavoro e nessuno lo sa fare bene come te. Li abbiamo visti ieri in televisione, tutti attenti ad ascoltare il discorso di un’ altra persona semplice, che faceva discorsi semplici ed essenziali e raccontava pure storie di famiglia. Gli operai dell’ ILVA di Genova, ai quali ha fatto visita Papa Francesco. Gli appartenenti a quel tipo di categoria che addirittura secondo le conclusioni ISTAT sta sparendo in Italia, sia come categoria che come classe sociale; nella nostra epoca moderna possiamo anche farne a meno, con le nostre tecniche di lavoro (pardon, di “produzione” ) avanzate. Li vedevi nelle riprese del telegiornale tutti in gruppo disciplinato, allineati e coperti, con tuta e caschetto, organizzati per gruppo. E’ facile presumere che non si tratti di gente troppo abituata a certe frequentazioni, gente che fa un lavoro duro, un lavoro scomodo, gente abituata a ben altre parole, non poche volte a tirare giù moccoli, e se occorre – magari in piazza, quando c’ è da fare il servizio d’ ordine al corteo, a non tirarsi indietro se bisogna usare le mani…. Stavano tutti attenti, in piedi, ad ascoltare un vecchio signore che parlava loro di cose abbastanza semplici e dirette, come la storia della sua famiglia partita per andare a cercare lavoro, come certe elementari questioni che sono semplicemente le basi più solide della economia politica. E lo applaudivano quel signore, e sottolineavano con entusiasmo rumoroso i passaggi del suo discorso, è prevedibile qualche commento forte nelle file interne, del tipo “Ca…volo (o giù di lì) se c’ ha ragione ” !
    E quel signore parlava in termini semplici e diretti anche di una materia che amiamo complicare più di quanto già non lo sia di suo…e induceva a molti ragionamenti: che ca…volo di economia è quella che attribuisce la ricchezza solo a pochi e non la diffonde nella società, che economia è quella in cui si disprezza il lavoro e si privilegia l’ arricchimento ? (O se preferite: si privilegia esageratamente uno solo dei fattori di produzione – il capitale – a scapito di un altro – il lavoro – rischiando magari un effetto inverso della legge dei rendimenti marginali decrescenti,, con effetti nefasti sullo sviluppo economico e sociale collettivo….).
    saranno solo questo tipo di persone semplici, questo tipo di popolo a tirarci fuori dai guai, altri nascondono sotto un muro di chiacchiere ogni tipo di verità. Anche quelle economiche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...