GENTE DI CAMPO. La Spigaverde, realtà del fermano

Spigaverde. Pensavo fosse un’etichetta romagnola. Avevo assaggiate pasta e zuppa in un agriturismo sopra Porto San Giorgio. Notevoli! Ho scoperto che l’azienda è localissima: Contrada Girola, 2, Fermo. Sono andato.

La prima cosa che colpisce è la grande casa, già monastero, (parte vecchia, parte antica con ancora i soffitti affrescati e una scala all’ingresso est) che si staglia dai campi di grano. Oggi nessuno più la abita. Era il buon rifugio estivo (il Casino come si diceva e come raccontava «nonna Maria») del prof. Augusto Murri. È stata poi l’abitazione delle famiglie Ferracuti. Tutti agricoltori.

Quella di cui parlo oggi è la famiglia di Gabriele, di sua moglie Iginia Catalini, di suo figlio Andrea.

Ferracuti Andrea

Andrea Ferracuti, il cuore della Spigaverde

Andrea, iscritto a Scienze bancarie, già giocatore di pallavolo, ha spinto perché l’attività agricola paterna, che fu già di suo nonno Giuseppe allevatore di tori, si sviluppasse come produzione tipica di filiera corta, km 0: dalla terra la materia prima, trasformata in prodotti vari, confezionata e venduta nel punto Campagna amica di casa.

Otto ettari in pianura e in collina sino al crinale di San Girolamo.

Cinque ettari a seminativo, con grani come il Solina, l’Abbondanza, la Jervicella. Una parte di quest’ultima lasciata ai cappellai di Montappone.

Ferracuti Casino

Il cascinale abbandonato, un tempo Casino estivo del prof. Augusto Murri

Lo slogan che Andrea ripete, mentre mi fa visitare i campi, il casino e le nuove strutture, è «dalla spiga alla tavola il mulino a casa tua». Essì, perché l’Azienda agricola Spigaverde s’è dotata di un mulino a pietra interno dove macinare tutti i cereali puliti e decorticati da macchinari in proprio, ottenendo così farine di altissima qualità. Non sono parole quelle di Andrea. Visito il mulino (che lavora tre volte la settimana), vedo la decorticatrice e la svecciatrice che pulisce i cereali. Dalla terra al prodotto finito. Un bell’impegno cui partecipano, dando una mano, gli zii Sandro Ferracuti, sua moglie Rossana Rongoni, sua figlia Elena, e la zia Gabriella Ferracuti.

Ferracuti affreschi

Ancora visibili gli affreschi del soffitto del Casino Murri

Nel punto vendita, una originale scaffalatura realizzata dal futuro suocero di Andrea, Mauro Levantesi, contiene i prodotti Spigaverde: le farina di mais ottofile, l’integrale di farro, quella della Jervicella, la pasta di semola di grano duro, di farro, quella all’uovo ottenuta da un  mix di grano duro/jervicella e farro/grano duro, le zuppe di farro, lenticchie, miglio, orzo fagioli, ceci, ecc..

Ferracuti jervicella

Il grano Jervicella

L’etichetta Spigaverde è nata nel 2015. Andrea ha deciso di dedicare ancora più tempo all’azienda. Oltre alla produzione, sta pensando anche ad un efficace sito internet per la promozione (la pagina Fb è già attiva). Glielo sta costruendo la sua ragazza, Elisa Levantesi, laureanda in Scienze della Comunicazione. Tutto in famiglia, dunque. Come nella tradizione.

Ferracuti mamma e Elena

La signora Iginia, mamma di Andrea, con la nipote Elena

Tre ettari sono invece destinati a olivi (115 piante), frutta: soprattutto fichi e albicocche, e poi tanti ortaggi: dall’insalata alle zucchine ai pomodori.

Scendendo, mi trovo di fronte, sull’altra collina la villa Galletti, da dove la moglie inglese dell’ufficiale Arturo, Margareth Collier, descriveva come benedetta questa valle e queste colline. E i loro prodotti.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 16 giugno 2017

 

 

 

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