GENTE DI CAMPO. La Golosa di mister Maurizio Curi

La piana è quella di Montelparo. I filari di pesche, ciliegie, albicocche, prugne, mele (quella rosa dei Sibillini) arrivano sino al fiume Aso. Si potrebbe camminare a lungo in questo Eden.

Chiudi gli occhi e pensi che il Paradiso terrestre possa somigliargli

L’azienda agricola ha un nome che più identificativo non si può: La Golosa. E golosi sono i suoi frutti sciroppati, le sue confetture, i suoi macinati di frutta.

La strada separa i campi dall’abitazione, laboratorio e punto vendita.

Curi Maurizio

Maurizio Curi

Sempre sorridente arriva il titolare, Maurizio Curi. È giovane, diplomato perito agrario, mani d’oro e favella sciolta. Non è un caso che negli ultimi tempi compaia spesso nelle rubriche televisive nazionali e lo raggiungano troupe tv importanti. L’ultima intervista gliel’ha fatta Federico Quaranta per Rai Uno.

«La comunicazione è importante – spiega Maurizio – ma la qualità del prodotto lo è di più». Come dire: possiamo fare tantissimi servizi televisivi, radiofonici, giornalisti, se poi il prodotto non è buono le interviste tornano indietro come un boomerang.

Non è il suo caso, non è il caso de La Golosa. Mamma Rosa non fa mancare il suo aiuto nel Laboratorio, dove anche Angela dà il suo contributo. «Tutto a mano – ribadisce Maurizio – come si faceva un tempo in molte delle nostre case».

La golosa pesche

Dunque, di alcuni filari ho parlato. Poi ci sono i kiwi, ci sono le fragole, i melograni.

Nei mesi invernali si pota, si prepara l’albero, lo si cura, lo si difende dalle infezioni usando sistemi non inquinanti. Da maggio a ottobre, scatta la seconda parte del lavoro: la raccolta del fresco e la vendita diretta, e poi la trasformazione, come si diceva prima, in confetture, frutte sciroppate e macinati. L‘impegno è notevole.

Maurizio, dopo aver studiato all’Agraria di Ascoli Piceno, dopo aver ascoltato le lezioni di bravi maestri tra cui l’inossidabile Leonardo Seghetti, ha deciso – ormai sono diversi anni – di continuare, sviluppandola, l’attività di famiglia. Seconda generazione. Perché questa scelta? «Per avere qualcosa di mio e soprattutto per fare qualcosa di vero». Dove «vero» significa contatto con la terra, la concretezza, le stagioni, il tempo che può far tanto bene («quest’anno il sole concederà alla nostra frutta un sapore incredibilmente buono»), ma anche portare grossi problemi. Nel sito dell’azienda si legge una frase che Maurizio ripete spesso: «Grande è la natura… Conserviamola». È il dono più grande che il Padreterno abbia potuto farci.

La golosa passeggiata

Passeggiata nei campi de La Golosa

Il prodotto buono e il dono della favella gli consentono di essere chiamato anche a convegni e incontri importanti. Come quello di fine maggio a Grottammare quando s’è parlato di arance e bio-diversità.

Al mattino, quando arrivano i clienti ad acquistare il fresco, sembra di stare in una piazzetta di paese dove tutti si conoscono, si scambiano informazioni e anche ricette.

Nel vicino punto vendita campeggiano gli scaffali di legno con le confetture golose ma anche con generi che arrivano da altri produttori: olio, pasta, vino. Un modo per sentirsi in sintonia e in rete. Insieme.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 14 luglio 2017

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