GENTE DI CAMPO. I polli secondo Simone

Il pollo come si deve lo cucinava mia madre Antonietta e mia suocera Peppina.

L’ho gustato recentemente anche da un amico chef. Buona la cucina ma anche «gustoso» il bipede.

La curiosità cresce, e allora via sulle tracce dell’Azienda agricola Scisciani  e Raschini. Le indicazioni dicono: Via Paludi 352, zona San Marco di Fermo, tra l’aviosuperficie e il ristorante Arcimboldo.

Una piana ricca di agricoltura e fabbriche.  I titolari sono all’ombra di una costruzione, dinanzi casa. Fernando (82 anni) e Adorna (78) si godono quel po’ di fresco di una mattina presto.

Scisiani Simone e fam

Simone Scisciani con sua moglie Simona e suo nipote Matteo

Più avanti, una serie di capannoni: duemila metri quadrati. I polli sono circa 6.900. Al massimo della produzione arrivano al doppio. «Ma noi andiamo piano, non forziamo, rispettiamo i tempi, non abbiamo fretta, propendiamo per la qualità». A dirmelo è Simone, figlio 41 enne della coppia. È lui il motore dell’azienda. Quello che si alza presto al mattino, quello che controlla gli animali la notte, quello che s’incarica di portarli in macelleria e di trasportare il grano al Molino. Quello che aspetta un bambino da sua moglie Simona che saluta, pancione prominente e nipote Matteo per mano.

Scisciani mais

Simone indica i diversi fabbricati: lì ci sono i pulcini di 20 giorni, nell’altro quelli più grandi di 70, nell’altro ancora i polli che arrivano a cinque mesi.

Otto ettari di terreno. Quattro coltivati a grano e altrettanti a mais. L’uliveto di leccino è per casa.

Dirimpetto all’abitazione di famiglia, c’è l’impianto di macinazione. Il mais è macinato in proprio, il cibo dei polli è più che naturale. Fa piacere avvicinarci alla piantagione al momento dell’irrigazione. La terra ha sete, il mais ha sete. E anche noi. Le pompe distribuiscono acqua come fosse pioggia. Se i polli mangiano il macinato: la farina prodotta autonomamente, i campi vengono concimati con la pollina. Il ciclo è compiuto.

Per quanto riguarda il grano tenero, viene venduto per il pane soprattutto al Molino Biccirè, mentre la paglia serve come lettiera per il pollame che se ne sta ben largo nei propri ambienti. Nessuna gabbia, nessuna restrizione. Nessun ammasso.

scisciani polli

Simone, che ha la passione per i computer, per le reti informatiche, che è un esperto di Linux, che ha studiato all’ITI Montani di Fermo conseguendo il diploma di Pertito elettronico e telecomunicazioni, ha voluto però continuare l’aziena di famiglia nata nel 1969: «Perché farla morire?». In prospettiva vorrebbe riprendere anche la coltivazione dell’orto, in modo da offrire ai suoi clienti anche ortaggi di qualità. I suoi genitori ne curavano uno «magnifico».

scisciani strada

I polli vengono venduti a privati e a commercianti. La macellazione avviene grazie al mattatoio Tomassini carni. Prenotandosi, qualche pollo lo si macella in sede. Ma lo si vende anche vivo.

Questo tipo di azienda, con «l’animale che respira», spiega Simone, ha bisogno di cure continue. «Non conosco ferie, Capodanno o Natale. Si lavora sempre».

Le malattie? I controlli prima della vendita sono serrati, numerose le analisi specie per salmonella e aviaria, da parte dell’Asur e del privato.

Me ne vado che Adorna sciacqua un bel pomodoro alla fontana.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 28 luglio 2017

#destinazionemarche #mediterraneandiet #amoilpollo #campagnaamica

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