Preti: pochi e anziani. Continua il viaggio nell’arcidiocesi di Fermo che attende il nuovo vescovo

Continuiamo il nostro volo ricognitivo sull’Arcidiocesi fermana che attende l’arrivo imminente del nuovo arcivescovo.

La situazione dei sacerdoti è delicata. Il clero sta diminuendo e invecchiando. Secondo una statistica di fine agosto scorso, il saldo tra nuovi ordinati e deceduti è nettamente in negativo.

Negli ultimi otto anni (2010-2017) i presbiteri ordinati sono stati 16, mentre quelli deceduti 41.

Il totale dei sacerdoti operanti nell’Arcidiocesi è di 170, di cui 17 con meno di 40 anni, 21 dell’età compresa tra 40 e 50 anni, 10

dai 50 ai 60 anni, 29 dai 60 ai 70 anni, 68 oltre i 70 anni. Un clero piuttosto anziano dunque, e sacerdoti che iniziano a mancare in più  comuni.

Diversa, invece è la situazione dei diaconi permanenti (laici impegnati). Attualmente sono 40. «Costoro – si legge in un documento diocesano – possono essere un segno di speranza nel nostro futuro, non perché potranno diventare i supplenti dei presbiteri che diminuiranno (in questo senso siamo stati molto attenti nel mettere in guardia da una clericalizzazione di questa figura), ma perché il riscontro della loro presenza dovrebbe essere nelle nostre parrocchie una crescita della disponibilità al servizio e del discernimento dei carismi personali e di gruppo che lo Spirito sta suscitando in risposta ai bisogni del nostro territorio. In secondo luogo, negli ultimi anni, abbiamo fatto la scelta di una particolare cura e promozione degli organismi di partecipazione parrocchiali, prima di tutto perché siano presenti in ogni parrocchia, in secondo luogo perché siano cenacoli di ascolto della Parola, di comunione e luoghi di vero discernimento».

Diocesi 2

Da una indagine statistica, la        frequenza settimanale alla santa messa domenicale e nelle feste di precetto non è diminuita. Dato in controtendenza rispetto a quello nazionale. Con una spiegazione. «Ultimamente, forse anche a causa della crisi economica ed esistenziale, le gente è più sensibile alla ricerca di un nutrimento spirituale. Dati approssimativi molto recenti sembrano registrare un incremento, se non tutte le domeniche, almeno mensilmente e nelle solennità, secondo un ritmo e una scelta di luoghi personalizzati».

Non ci si nasconde però dietro a un dito. Esiste una «difficoltà delle nuove generazioni e delle giovani famiglie nella partecipazione all’Eucaristia». La secolarizzazione e la successiva scristianizzazione sta colpendo anche le terre fermane di antica tradizione tanto da far dire che «La formazione alla fede (Traditio fidei) offerta dalle comunità parrocchiali, di fronte alle sfide di questo tempo, risulta in molte situazioni debole. Difetta soprattutto nei confronti dei giovani – adulti e delle giovani famiglie che sperimentano una grande fragilità».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 8 settembre 2017

#DestinazioneMarche #ChiesaCattolica #FermoDiocesi

 

 

 

 

 

 

 

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