Nominato il nuovo arcivescovo di Fermo. E’ don Rocco Pennacchio. Viene da Matera, è parroco aperto e cordiale, e capace amministratore

Dopo 15 mesi di proroga concessa a mons. Luigi Conti, in pensione già da maggio 2016, papa Francesco ha scelto il nuovo arcivescovo di Fermo.

Si tratta di don Rocco Pennacchio, attuale parroco presso la parrocchia San Pio X di Matera (Basilicata), la più grande della città, nel rione Spine bianche.

Oggi alle 12, contemporaneamente in Vaticano e a Fermo, sarà dato l’annuncio ufficiale. Le campane delle chiese del fermano suoneranno a storno in segno di festa e futuro benvenuto.

penna

Il nuovo arcivescovo di Fermo

Don Rocco è nato il 16 giugno 1963 a Matera. Ha compiuto studi economici prima di impiegarsi in banca e scegliere, successivamente, la via del sacerdozio. Una vocazione adulta, dunque, meditata, profonda.

Il 4 luglio 1998 è stato ordinato sacerdote. E subito si è fatto notare per la passione pastorale.

Per le sue competenze amministrative, nel 2011 (a fine settembre) è stato chiamato a ricoprire l’importante e delicato incarico di economo della Conferenza Episcopale Italiana. Terminato il quinquennio, a gennaio 2017 è tornato a tempo pieno nella sua parrocchia.

don rocco pennacchio

Don Rocco è stato economo della CEI

I parrocchiani di Matera lo definiscono così: «Un uomo e un sacerdote capace di ascoltare, consigliare e far compagnia» riconoscendogli inoltre, «indubbie doti manageriali».

Per l’arcidiocesi di Fermo, papa Francesco ha effettuato una scelta, definita da più d’uno, «interessante», puntando su un presbitero capace di sommare in sé pastoralità e apertura al prossimo a indiscusse doti d’amministratore.

Don Rocco passerà direttamente da parroco ad arcivescovo. Probabilmente entro un mese sarà consacrato vescovo ed entro due farà il suo ingresso da arcivescovo nella grande chiesa fermana. Tempo utile per ultimare i lavori del Duomo danneggiato dal sisma.

Don Rocco ha dimostrato una particolare sensibilità per il mondo del lavoro, per i giovani disoccupati, per il grave fenomeno dell’usura. Con estrema convinzione ha appoggiato il Progetto Policoro il cui scopo è quello di «aiutare i giovani del Sud dell’Italia disoccupati o sottoccupati a migliorare la propria condizione lavorativa sia tramite la formazione e l’informazione personale sia con la fondazione di cooperative o piccole imprese».

Il futuro arcivescovo ha sempre però ricordato che: «Non siamo padroni del denaro che ci troviamo a gestire, ma siamo i suoi custodi perché sia messo a frutto. E questo non solo badando al risultato, ma anche al senso di quel che facciamo e ai suoi destinatari». Anima e corpo. Missione e opere.

Intervistato tempo fa dall’Agenzia vaticana SIR sui problemi attuali della Chiesa, ha detto: «Non mi sembra che la Chiesa stia vivendo una crisi di credibilità o reputazione, anche per merito della bella testimonianza che ci sta dando Papa Francesco.»

Un cittadino originario della Basilicata, da noi interpellato, ha concluso: «Che vuoi più dalla vita!? Un Lucano».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, giovedì 14 settembre 2017

#ChiesaCattolica #Matera #CEI #destinazioneMarche #diocesidiFermo

 

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One thought on “Nominato il nuovo arcivescovo di Fermo. E’ don Rocco Pennacchio. Viene da Matera, è parroco aperto e cordiale, e capace amministratore

  1. Bene, la prima impressione ricevuta dalle primissime notizie e dalle foto è più che buona: una chiamata tardiva, non da parte di uno che è entrato in seminario a 17 anni (con tutto il rispetto per tutti, ovviamente) ma che è andato a lavorare ed a fare una normale vita nel mondo. E che lavoro poi, in banca, presumibilmente a contatto con un ambiente in cui a tutto pensi meno che a realta’ extramondane….ed hai a che fare con situazioni e persone che poco hanno in comune con sani principi etici (e di buona amministrazione economica, oltre che di morale cristiana). Uno che ha conosciuto i problemi della gente comune, quella che cerca di organizzarsi per una vita ed un lavoro migliore, o magari un lavoro purchessia, che vorrebbe darsi da fare e regolarmente trova difficoltà ed ostacoli in enti ed apparati vari.
    Forza, abbiamo bisogno di un pastore che ci guidi, ci capisca, ci organizzi, magari – qualche volta – tiri giù un cazzotto sul tavolo dicendo qualche parola un po’ … poco diplomatica… e poi torni a dialogare ed a guidare.
    Benvenuto Eccellenza, che Dio t’ assista e che ssista tutti noi, tue pecorelle non si sa quanto e come belanti.

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