MINORI… PER MODO DI DIRE. La passione di Marco il “raccoglitore”

L’ultima sua fatica è sul tavolo di casa. Falerone, storia e cronaca di una comunità è freschissimo di stampa dall’Andrea Livi editore. La presentazione è prevista per i primi di Dicembre.

Marco Armellini ha raccontato il suo paese a partire dai documenti, ricostruendone la vita civile, quella religiosa, le curiosità e le eredità del passato. Opera meritoria e godibile perché scritta con leggerezza.

Marco è un «raccoglitore». Non accetta il termine «collezionista». Mette da parte tutto quanto ha attinenza con Falerone. Ci vorrebbero ore per sfogliare gli album.

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Marco Armellini con in mano un vecchio manifesto

La storia da raccoglitore inizia all’età di sette anni. Come tutti i bambini acquista, scambia, incolla le figurine della Panini. Calciatori in specie. Un po’ più grande, continua, tra l’altro tifando l’Inter (ora è del Genoa…). Dalle figurine passa poi alla filatelia e numismatica. 10 album all’attivo con francobolli che vanno dal Regno d’Italia, 1860, in poi. Pian piano, lo sguardo si focalizza su Falerone, la storia, le sue radici. La passione scoppia  a Recanati (o Fermo, c’è incertezza), comunque a un mercatino. Curiosando tra le bancarelle salta fuori una vecchia, ingiallita, stupenda cartolina con le loggette quattrocentesche di Falerone. È amore a prima vista, che non lascerà più. Le prove? Una pila di album, che sfoglio con estrema attenzione. Ci sono le immagini di Villa Emilia, della gloriosa ferrovia, del teatro, del monumento funebre romano a Piane di Falerone circondato da agricoltori, il Torrione De Minicis.

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Cartoline dell’Ottocento

Poi ci sono i manifesti, le stampe, le etichette. Tenuti con cura. Ho timore a prendere in mano il manifesto del 1809: occupazione napoleonica delle Marche.

Dal serio al faceto. Marco conserva religiosamente una lettera della Direzione Compartimentale del Lotto. Nella pagina successiva c’è un biglietto. La Direzione comunica che sono scaduti i termini per ritirare la vincita. La legge non ammette ignoranza. Povero Gaetano Casciardi che non si presentò a ritirare la somma. Anno 1914.

Torniamo al serio, con la lettera del Comune al Comando Militare tedesco perché non bombardi il paese: c’è una comunità e ci sono anche bellezze artistiche: teatro, anfiteatro, chiesa di San Paolino… 1944.

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Schizzi di statue dell’antica Falerio Picenus

Da un raccoglitore Marco estrae una copia del Mattino Illustrato di Napoli (1927). C’è un concorso sulle Madonne d’Italia. Falerio Marini propone quella faleronese di Vittore Crivelli.

Su l’Universe Illustré, periodico francese del 1874, viene pubblicato un articolo sulla Venere di Falerone “esportata” al Louvre.  Su l’Eco del Tronto (1869) appare un pezzo sulla festa della paglia sempre a Falerone.

Marco ha raccolto anche le etichette delle aziende locali (alcune chiuse da decenni), gli statuti della Società Operaia, i libri del Colucci, del De Minicis.

Un patrimonio di conoscenza enorme.

La Scheda:

Marco Armellini è nato a Falerone il 27 agosto del 1957.

Si è diplomato all’ITI Montani. Appassionato di storia locale, ha pubblicato articoli su diverse riviste. Dal 1993, fa parte dell’AVIS comunale di Montegiorgio. È autore del libro AVIS Montegiorgio, 55 anni di solidarietà, uscito per la collana  Quaderni Montegiorgesi.

Il lavoro svolto nella ricerca storica ha trovato sponda nel figlio Niccolò che ha scritto due tesi di laurea: Il Municipio di Falerone: sindaci e potere locale dopo l’Unità d’Italia, e Partiti, Rappresentanza, Subcultura politica nella prima repubblica: il caso del Comune di Falerone.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, sabato 7 ottobre 2017

#Falerone #storiantica #Avis

 

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