La novizia e la badessa. Nel mondo ma non del mondo

Nel mondo ma non del mondo. Oppure: una vita diversa in questa vita. Si può? Pare proprio di sì. Nel senso che ci si può riempire di letizia, che è più della gioia, sfuggendo alle logiche contemporanee.

Due casi.

Sabato 30 settembre. La chiesa delle clarisse cappuccine di Fermo è gremita. Tanti i giovani e le giovani famiglie presenti. Sull’altare, un tonante predicatore cappuccino di «antico pelo». Accanto, mons. Mario Lusek e don Giordano Trapasso. Alle spalle lei, suor Maria Sara del Vangelo, al secolo Vincenzina Pompeo, che festeggia il 25° anniversario di professione religiosa. È suora da un quarto di secolo. Ed è raggiante, gli occhi lucidi, il sorriso pieno. Da qualche tempo è anche badessa dell’antico convento che si trova a Fermo in uno dei luoghi più suggestivi: la discesa di via degli Aceti. «Non è la fedeltà di suor Sara – scoppietta il predicatore – è la fedeltà di Dio a suor Sara», quel Dio che ci sta sempre appresso anche se cadiamo mille e mille volte.

bdr

Vicino alla festeggiata ci sono le consorelle, saio marrone francescano. Le stesse che in autunno portano il «Crocefisso miracoloso» sulla terrazza più alta dell’edificio. E da lì – mons. Gennaro Franceschetti lo faceva sempre – fanno benedire il mare, la collina, i monti, e le loro comunità. Nel mondo, per il mondo, ma in modalità diversa.

Le clarisse cappuccine ospitano da dopo il terremoto le suore dell’Immacolata di Montegiorgio, giovanissime e bellissime. Anche loro partecipano al rito e condividono la festa della badessa.

suor sara

Domenica 1 ottobre. Monte San Martino. Il monastero delle benedettine è lesionato. La folta comunità monastica s’è rifugiata nella foresteria. C’è una piccola cappella. Usano quella.

Tra i veli neri ne spicca uno bianco. Quando si volta, appare il volto giovanissimo della novizia. È suor Maria Letizia Sollecchia che fa la sua professione monastica temporanea «nelle mani di padre Giuseppe Casetta, abate generale della Congregazione Benedettina Vallombrosana».

Letizia di nome e di fatto. Si manifesta pienamente quando suor Maria abbraccia le consorelle.

suor sara2

Il rito è semplice. La Madre badessa chiama per nome la novizia che risponde «Eccomi» e poi legge la scheda di professione scritta di suo pugno.

C’è tanta gente anche qui. Sembra quasi un matrimonio. Terminata la messa, si accede nel piccolo chiostro. Ci sono i cibi preparati dalle monache. Si ride si scherza si fanno foto.

Partecipa a tutto anche suor Maria Beatrice, 97 anni, intelligenza viva. Testimone evidente che si può vivere così.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, giovedì 12 ottobre 2017

#Chiesacattolica #ClarisseCappuccine #Benedettine #Fermo #MontesanMartino

 

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