Amandola. Un Centro per generare nuova comunità. Ieri l’inaugurazione

Sabato 14 ottobre. Mattino. Fa caldo, splende il sole e la montagna è nitida. Giornata giusta per una inaugurazione. Decine di persone stanno entrando in un edificio nuovo di zecca. Gli operai hanno terminato appena da qualche ora. È ad un piano, il tetto in legno, tre stanze di cui una molto grande. L’hanno chiamato Centro di Comunità “Marta e Maria”. Si trova in Amandola, in località Pian di Contro.

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Ha un primato significativo: è la prima inaugurazione dopo il terremoto di qualcosa che resterà nel tempo.

Lo ha finanziato interamente la Caritas italiana (450 mila euro). Il direttore dei lavori è stato l’arch. Guidomassimo Postacchini.

Sorge su un’area (circa 300 metri quadrati) messa a disposizione dal Comune che ha realizzato la piattaforma su cui poggia.

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È anche l’ultimo atto dell’arcivescovo di Fermo mons. Luigi Conti che chiude il suo mandato con un’opera di carità.

Ed è lui a benedire mura e persone tracciando origine e scopi. Lo fa citando il vangelo di Luca, con Marta operosa e Maria ad ascoltare Gesù acciambellata ai suoi piedi.

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«Marta è il vangelo che si fa carità», spiega mons. Conti, «Maria è la carità del vangelo». Non una posposizione di termini ma un contenuto chiaro. Marta è l’azione condivisa con la comunità civile; Maria è la dimensione dove non basta solo il pane, la casa, il lavoro, ma occorre «una parola che salva», una spinta più profonda che renda gli uomini più uomini.

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L’arcivescovo di Fermo dedica la struttura alle donne della montagna, quelle che, in silenzio, hanno patito, sofferto, portato avanti la vita delle proprie famiglie nel terribile periodo del dopo terremoto. Idealmente, sulle pareti bianche e sul soffitto in legno ci sono impressi i loro volti.

«È la casa di Dio all’interno della casa degli uomini» continua Conti. Il Centro sarà il luogo della condivisione e della ricostruzione della comunità.

«Un Centro esemplare» sottolinea il direttore nazionale Caritas don Francesco Soddu, «dove la comunità si incontra per generarsi di nuovo alla luce della parola di Dio». Il Centro sarà auditorium, sala conferenza, sala proiezioni e luogo di celebrazione della messa in attesa che le chiese di Amandola vengano riaperte.

Centro

Tocca ora al sindaco Adolfo Marinangeli, che si fa più vescovo del vescovo tornando al concetto di Marta laica e Maria religiosa: due categorie che si abbracciano e si completano.

Marinangeli ringrazia i volontari «da 14 mesi impegnati assiduamente» . Sottolinea che si tratta della prima inaugurazione in vista di altre. Annuncia che a primavera inizieranno «i lavori per il nuovo ospedale a 500 metri da qui». Chiudono mons. Paolo de Angelis, parroco del luogo e delegato a gestire la struttura, e l’assessore regionale Fabrizio Cesetti. Il primo ricorda il doppio regalo della Caritas: il Centro ma anche i 97 volontari di Reggio Emilia venuti a confortare i terremotati. Il secondo loda il «coraggioso sindaco di Amandola» e garantisce che l’ospedale si farà e che «le risorse sono già a bilancio». A fare da anchorman il direttore della Caritas diocesana mons. Pietro Orazi. Soddisfattissimo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica 15 ottobre 2017

#chiesacattolica #Caritasitaliana #Amandola

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