Le grandi mostre dell’arte che salva

“Rinascimento a Fermo: pittori tra Adriatico e Appennino dal tardogotico a Carlo Crivelli”. È questo il titolo della mostra che verrà allestita nella chiesa di San Filippo di Fermo da marzo prossimo a fine dicembre 2018 nel quadro del progetto Biennale della Regione Marche.

Nel tempio che fu dei Filippini saranno installate opere d’arte provenienti dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche colpite dall’ultimo terremoto e messe in sicurezza presso i depositi attrezzati del MIBACT, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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La notizia è stata data sabato scorso a Loreto in occasione della presentazione di un’altra mostra, con le stesse caratteristiche dei beni provenienti dalle aree terremotate, che porta un titolo significativo: “L’Arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino” a cura dei bravi Francesca Coltrinari e Giuseppe Capriotti dell’Università di Macerata.

In attesa di vedere la mostra fermana, abbiamo potuto godere delle opere esposte nel Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto. Numerose sono quelle provenienti dalla nostra provincia e dalle zone maceratesi dell’arcidiocesi fermana.

Spicca per la luce dei suoi colori intensi il “Polittico con l’Incoronazione della Vergine e santi”, tempera su tavola arrivato dalla Pinacoteca civica “Vittore Crivelli” di Sant’Elpidio a Mare. Sempre della stessa Pinacoteca sono i due oli su tela “La Fede in gloria con i santi Pio V e Vincenzo Ferrer” di Filippo Ricci e “Madonna con Rosario” di Ernst van Schayck.

Dal Museo dell’Arte sacra Comunale-Diocesano è arrivato il superbo olio su tela di Simone De Magistris, “Madonna del Rosario con i santi Domenico, Pietro Martire, Maddalena e Caterina d’Alessandria”.

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Delle chiese di San Fortunato e San Giovanni Battista, di Falerone sono stati esposti la grandiosa opera di Vittore Crivelli “Madonna adorante il Bambino” e l’olio su tela dell’ignoto pittore del XVII secolo “Adorazione del nome di Gesù e i Santi Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio”.

Del monastero di Santa Chiara di Fermo è la “Berretta di San Giacomo della Marca”, tessuta in seta, lino e lamine d’argento, mentre il “Rosario figurato della sacratissima vergine Maria madre di Dio”, proviene dalla Biblioteca civica “Spezioli” sempre di Fermo, e l’olio su tela “La Conversione di Saulo” dal convento fermano dei Frati Minori Cappuccini.

Del Museo dei Legni processionali “Mons. Marcello Manfroni” Petriolo, arcidiocesi di Fermo, sono gli oli su tela “Ritratto di don Felice Silvestrini” di Giacomo Falconi, “La Madonna della Pace” di Achille Gualtieri, e un Crocefisso di cartapesta dipinto su legno intagliato.

In attesa di vedere la mostra fermana, vale proprio la pena visitare intanto quella lauretana divisa in otto sezioni che approfondiscono le figure dei grandi predicatori (i comunicatori della Chiesa) appartenenti agli ordini religiosi: francescani, domenicani, agostiniani e gesuiti.

41 oggetti straordinari sottratti al terremoto per dire che l’arte salva se stessa e la bellezza della Terra di Marca.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica 15 ottobre 2017

#Crivelli #Loreto #Predicatori

 

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