VOCI DALLA PRIMA REPUBBLICA. Quando la politica era una cosa importante. Parola di Giovanni Falzetta

Se entrassi a casa sua fischiettando Bandiera rossa o cantando l’Internazionale Giovanni Falzetta da Porto Sant’Elpidio sorriderebbe con nostalgia.

«Resto un comunista italiano che – spiega – ha apprezzato Enrico Berlinguer e il suo strappo dall’URSS».

Sediamo nella sala, dinanzi ad un caminetto ancora spento, su divani comodi, davanti ad una marea di libri, molti di arte. A lui piace soprattutto la storia, ultimamente il movimento benedettino.

Falzetta
Giovanni Falzetta, già sindaco e assessore a Porto Sant’Elpidio

Dunque, il sig. Falzetta comunista. Che vuol dire? «Essere per la società, avere di fronte le esigenze del popolo, andargli incontro, restare tra di esso». Mi viene in mente il dipinto Il Quarto Stato, di Pellizza da Volpedo. Ne discutiamo: «perché il concetto di popolo lì è ben espresso, donne e uomini che avanzano insieme».

Da tempo è fuori dalla politica politicante, pur guardando ancora la politica, e avendola fatta a suo tempo, «come si faceva una volta, dando tutto all’idea, in modo volontario, rimettendoci di tasca propria, sacrificando la famiglia».

Falzetta è stato consigliere comunale del PCI, assessore e sindaco, negli anni da fine Sessanta ai primi Ottanta.

«La trasformazione di Porto Sant’Elpidio da paese esclusivamente calzaturiero a centro turistico e culturale, lo abbiamo impostato noi in quegli anni. La città non aveva piano regolatore né lungomare. S’è lavorato parecchio per una trasformazione da  dormitorio a città vivibile».

Il sig. Giovanni snocciola le realizzazioni: la piscina comunale, il palazzetto dello sport, la scuola materna, la medicina scolastica preventiva «con pediatra e cardiologo», l’apertura, tra i primi comuni italiani, degli asili-nido, e delle lezioni di inglese alle elementari, per non  dire poi dell’edilizia popolare.

Da assessore alla cultura, Falzetta ha un vanto: quello che le sue proposte e realizzazioni furono copiate dal celeberrimo assessore Nicolini da Roma. Quello dell’effimero? «Ma non erano cose effimere».  Me le dettaglia: le jam session per le vie di Porto Sant’Elpidio, i concerti sotto un tendone da circo (mancava ancora il teatro) con personaggi come Dalla o Vecchioni, gli spettacoli di teatro nel salone del palazzo commerciale («non c’erano palcoscenico e camerini, ma tantissimo pubblico sì»), il teatro portato nelle scuole. Furono invitati Piera degli Esposti, il regista Salvatores, il portentoso flautista Severino Gazzelloni, Ludovica Modugno, Ron.

«Avvertivo la necessità – spiega Falzetta – di investire sulla cultura. Istituimmo la Biblioteca comunale affidandola ad una persona encomiabile come il prof. Domenico Di Tullio».

Anche le opposizioni: Dc, Pri ed altri votavano a favore. «Non che non ci fosse discussione animata in consiglio comunale, ma alla fine si cercava la mediazione e si trovava. Oggi c’è solo la polemica per la polemica».

Quando nacque la passione politica? «In famiglia si era socialisti e comunisti. Ho respirato quell’aria. Si leggeva molto l’Avanti, l’Unità, la Domenica del Corriere (mia madre). Ricordo che mio padre Algeo, orfano della Prima guerra mondiale, un giorno mi portò a vedere un documentario sul processo di Norimberga e le nefandezze del nazismo. Al termine, mi disse: “Ti serva da lezione”. Il primo impegno fu da consigliere comunale, a 24 anni. Nel 72-73 fui eletto sindaco, ero il più giovane sindaco d’Italia. Andavamo in trasferta pagandoci le spese di tasca nostra. Non volevamo gravare sulle casse comunali».

Ed ora? «Con la fine delle idee forti, è finito il modo onesto di fare politica. Certo, potevano esserci dei corrotti anche ai nostri tempi, ma la stragrande maggioranza lavorava per il bene comune. I consigli comunali erano ricchi di proposte. I progetti li portavamo tra la gente e le sale erano piene. La gente si fidava».

E i giovani? «Dobbiamo avere fiducia in loro, ma loro hanno fiducia in noi?»

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì 6 dicembre 2017

#Politica #ManiPulite #Portosantelpidio #PCI #EnricoBerlinguer

#URSS #

 

 

 

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