CAMMINO LA TERRA DI MARCA. La Natività in tanti quadri. In tanti borghi. Tutto da ammirare con stupore nuovo

C’è una canto popolare abruzzese bellissimo che fa: «Luntane, cchiù luntane de li luntane stelle, luce la luce cchiù belle che me fa ‘ncore cantà…», lontano più lontano, delle lontane stelle, splende la luce più bella che mi fa ancora cantare. Una luce, necessaria per riaccendere la speranza sul mondo.

Il freddo e il vento di questi giorni hanno ripulito il cielo riconsegnandoci le stelle e la voglia di capire l’infinito che ci sovrasta.

bacicciobis

Scriveva Albert Einstein: «…siamo nella situazione di un bambino che entra in una vasta biblioteca riempita di libri scritti in molte lingue diverse. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Egli non conosce come. Il bambino sospetta che debba esserci un ordine misterioso nella sistemazione di quei libri, ma non conosce quale sia…».

Il Cristianesimo crede in modo vertiginoso che in un momento preciso del tempo il cielo si sia abbassato sulla terra e che l’Infinito sia entrato nel finito, fattosi carne di Bimbo, sguardo di Dio. Una ragazzina di nome Mariah lo ha partorito come tutte le donne partoriscono, con sofferenza, fatica. Amore.

I pittori hanno reso in migliaia di quadri quella notte sconvolgente.

Domani è Natale. Chi crede ha motivo di festeggiarlo con un significato. Chi fede non l’ha, ma continua una ricerca, percepisce comunque un’attrazione.

Allora, si potrebbe compiere un cammino, anche ideale (laddove le strutture siano inagibili), sulle tracce di quanti hanno colto, artisticamente, quell’attimo di congiunzione e di pietà.

37 sono le opere: piccole, grandi, presenti nell’arcidiocesi fermana.

Un cammino con in mano qualche poesia

L’adorazione dei Pastori del Rubens, considerato da molti critici tra le dieci Natività più belle della storia dell’arte, è tornato in Pinacoteca a Fermo, per essere restituito a breve alla vista dei visitatori. La luminosità del piccolo Gesù è prodigiosa. Intenso il volto di Mariah. «Vergine e Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura…» recitava il San Bernardo dell’Alighieri.

«La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre». È bello pensare che la Vergine, seppur stremata dal parto, avvertisse pienamente lo stupore carico di domande dei pastori. Lo si percepisce dalla pala del Baciccio, quel Giovanni Battista Gaulli che, secondo Vittorio Sgarbi, avrebbe fatto esplodere il Barocco in Italia, ricoverata nella chiesa di San Domenico a Fermo e proveniente dal Carmine.

«Un piccolo corpo. Vivo. Carne del mondo. Di un altro mondo… tranquillo, silenzioso. Sorride. Gente barbuta alla porta. Canne scostate. In ginocchio tre re. Odore d’incenso…».

Nella grande chiesa del Santissimo Crocefisso di Monterubbiano le due pale di Martino Bonfini, oggi scomparse, raccontavano L’Adorazione dei Pastori e L’Adorazione dei Magi. Sono loro i primi a capire.

Nella stupenda Pinacoteca civica di Montefortino è conservata la copia (l’originale si trova al Prado di Madrid) dell’Adorazione dei Pastori di Anton Raphael Mengs. La copia fu acquistata da Francesco Duranti e donata al suo comune di nascita.

«Il “sì” che sconvolse la terra. Che infranse barriere. Mischiò il tempo e lo spazio. È nato».

Buon Natale.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica 24 dicembre 2017

#Natale #Natività #Baciccio #DanteAlighieri #Rubens #Fermo #Monterubbiano

 

 

 

 

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