GENTE DI CAMPO. Il vino di Christian

Scendendo a Campiglione per la nuova bretella di Fermo, le vigne che s’affacciano sulla collina a nord sono composte e attraenti. Poco sopra sorge il colle gemello del Girfalco: il Colle Vissiano.

Quelle vigne, che assorbono il sole per l’intera giornata, sono dell’Azienda agricola Cantina Ortenzi di Ortenzi Christian. Nomen omen, il nome proprio.

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Christian Ortenzi

Christian ha 42 anni e un volto da ragazzo capace di stupore. Ci sediamo all’interno del punto vendita in Via Solfonara di Fermo. Al collo indossa una croce a forma di Tau. È il segno-simbolo dei Francescani, di san Francesco che amava la terra, amava la natura, vi scorgeva il soffio del Creatore. Ogni anno le vigne vengono benedette da un sacerdote. «È il mio sistema assicurativo», scherza Christian.

Forse anche per questo l’Azienda agricola Ortenzi appare così armonica e, passatemi il termine che gli economisti casserebbero, lieta.

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Sulle mensole, in fila come tanti soldatini inquadrati, si presentano le bottiglie dei vini: l’Amos, l’Abram, il Baruc, il Seruk, il Chrisor, l’Osea, solo per fare qualche nome. Ci sono bianchi Pecorino e Passerina, ci sono rossi Sangiovese, Montepulciano, Lacrima.

I nomi sono originali e hanno tutti una storia. Osea era un profeta biblico, ad esempio, e Baruk è l’ebraico di Benedetto, bisnonno di Christian e fondatore, a Montegiorgio, nel 1890, in Contrada Cisterna, della Cantina poi portava avanti da nonno Crescentino ed emigrata a Fermo con il padre di Christian, Luciano.

Dal ceppo originario, gli Ortenzi e gli Ortensi sono ora un numero ragguardevole. Recentemente Christian ha partecipato ad un raduno con… 500 parenti.

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Torniamo all’Azienda. A Fermo, nella zona intorno al Colle Vissiano e nelle vicinanze gli ettari da lavorare sono 16 (tre dei quali della famiglia Finocchietti la cui figlia Elena è moglie di Christian). Sei ettari e mezzo si trovano a Montegiorgio, 5 a Monte Vidon Combatte e altri pezzettini di terreno sono sparsi tra Monte Urano e Molini di Fermo. Quelli vitati, messi cioè a vigna, sono otto ettari. 13 invece a grano, sul resto crescono alberi di noce, ciliegie, olivi e querce. Ma il cor business è il vino.

L’azienda vinicola apre giuridicamente nel 2004. La prima produzione risale al 2010. Oggi sono circa 70 mila le bottiglie prodotte e distribuite nelle enoteche, ristoranti, bar. Mentre parliamo, arrivano clienti privati e Christian si alza per servirli. Intanto due collaboratori sono intenti alla sistemazione della vigna più grande.

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Prima di buttarsi nell’impresa, Christian ha studiato per due anni sulle tracce dei vitigni autoctoni come il Pagadebito, poi chiamato Passerina.

L’azienda è anche Cantina didattica che accoglie scolaresche in genere e studenti di Agraria. È anche piena di iniziative estive con cene in vigna e serate jazz.

Sulle pareti sono appese le attestazioni dei premi ricevuti. Il Bibenda 2018 ha riservato alla Cantina Ortenzi sei premi con 4 Grappoli sul massimo di cinque.

Una soddisfazione. «Grazie a Dio e all’impegno di tutti».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 16 febbraio 2018

#Campagna #Amoilvino #Fermo #Sangiovese #Passerina #CantinaOrtenzi

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