VOCI DALLA PRIMA REPUBBLICA. Entroterra spogliato, mancanza di scuole e di perequazione fiscale. Parola di Umberto Marconi, ex sindaco

Non so come se la sia presa oggi che il Pd è stato sconfitto. Lui è iscritto al Partito democratico e ha sostenuto Renzi. Non fa più politica attiva, ma di politica ancora s’interessa. Umberto Marconi, classe 1941, è stato sindaco per lunghi anni (tre mandati e mezzo) a Monte Urano, la sua cittadina.

Di origini contadine, la sua famiglia viveva nella zona di San Govanni. Il sig. Umberto ha respirato l’aria antifascista e progressista della Federterra, la potente associazione dei lavoratori in campagna di fine ‘40,‘50,’60,’70. Suo zio Clemente vi era fortemente impegnato. Erano gli anni in cui i mezzadri rivendicavano diritti sacrosanti. Sempre Clemente aveva aderito al Partito repubblicano che, precisa Umberto Marconi, «a quel tempo stava su posizioni di sinistra».

Marconi Umberto
L’ex sindaco di Monte Urano Umberto Marconi

«C’era – aggiunge – un senso di rivalsa da parte nostra che venivamo dai campi e volevamo avere un riscatto, una riscossa, un’emancipazione». Dopo il Terzo Avviamento (che era una sorta di scuola media professionale), il sig. Umberto entra nel mondo del lavoro: calzature, ovviamente. «Si stava in fabbrica anche il sabato, anche di pomeriggio, gli straordinari non venivano pagati, – racconta –  ma io volevo imparare a tagliare le tomaie, le pelli». Intanto, sviluppa una passione per la lettura. I proprietari dei terreni lavorati dalla famiglia Marconi tornavano di tanto in tanto da Roma portando con sé numerose riviste. E Umberto le leggeva tutte.

Poi, l’incontro con Ezio Santarelli, uomo politico importante dei comunisti del Fermano, successivamente parlamentare. Incontro affascinante e convincente. Il sig. Umberto si iscrive alla Federazione Giovanile Comunista. Resta lì per qualche tempo, poi un distacco. Il riavvicinamento e l’iscrizione al PCI avvengono qualche tempo dopo. Lui ha 27 anni, si è sposato, lavora. Nel 1975 viene candidato in consiglio comunale. Nel 1985, assume l’incarico di assessore alla cultura. Qualche anno più tardi diverrà sindaco, restando in carica ininterrottamente sino al 2008.

Di quegli anni ricorda di essersi dimezzato l’indennità da primo cittadino. Ma, soprattutto, la passione di amministrare in maniera nuova la cittadina prendendo esempio da centri più grandi. Mi racconta delle rotatorie, delle paline segnaletiche, delle indicazione stradali con le vie «da…a…», del nuovo piano regolatore generale in adeguamento al Piano particolareggiato regionale, del verde, della ricucitura e ricomposizione di Monte Urano. «Ho potuto realizzare queste opere perché circondato da una squadra di gente seria, onesta e piena di buon senso».

Una cosa, soprattutto, vuole sottolineare: «Ai miei tempi non ci si improvvisava amministratori pubblici. Si faceva la gavetta, si entrava in consiglio comunale, si studiavano le proposte, ci si preparava». E proprio da qui, intende lanciare qualche idea.

«All’Italia – puntualizza – manca una Scuola della pubblica amministrazione come esiste invece in Francia». Per quanto riguarda la nostra terra, il punto critico lo vede nello spopolamento delle aree alto-collinari. Lui risolverebbe così: «Creerei fasce territoriali distinte, con fiscalità diversa, molto meno pesante proprio nelle aree interne». Una perequazione fiscale, insomma. Non solo. «Perché le scuole debbono essere aperte tutte sulla costa e nei dintorni? Apriamole e teniamole aperte anche nell’entroterra». Il sig. Umberto si rende conto che lì la popolazione è poca, ma è anche vero che spogliandole di tutto, quelle aree diverranno solo villaggi turistici estivi.

Ha qualcosa da dire anche sulla criminalità. «La violazione di domicilio va considerata un  reato grave, come fosse una rapina. E la magistratura sia rapida e dia certezza della pena». Un affondo finale: «I magistrati facciano i magistrati e non si scambino con i politici». Pensa a Grasso?

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì 7 marzo 2018

#Politica #Calzature #MonteUrano #PubblicaAmministrazione #PCI #MatteoRenzi

 

 

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