Il turismo narrativo. La proposta dalla Terra di Marca

Sabato 3 marzo, in occasione di Tipicità in the city, il Caffè letterario di Fermo ha ospitato un convegno sul tema Terra di Marca, un racconto di racconti. Tra i relatori, oltre a Lando Siliquini, Paolo Foglini e al sottoscritto, relativamente presidente, vice presidente e portavoce del Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea, ha partecipato mons. Mario Lusek sino a qualche mese fa direttore nazionale dell’Ufficio CEI per il Turismo, Sport e Tempo libero. Uno che di turismo ne sa. Le proposte che ha lanciato dinanzi alla minuscola platea del Caffè e alla presenza dell’assessore alla cultura e turismo del comune di Fermo Francesco Trasatti, sono dense di contenuti.

San Leonardo
Una delle ultime immagini di padre Pietro a San Leonardo

Intanto, due buone notizie per Fermo e il Fermano. L’otto aprile Rai 1 trasmetterà in diretta la santa messa dal Duomo della città. Invece, il 19, 20 e 21 novembre 2018 si terrà sempre a Fermo il Coordinamento Nazionale dei Pellegrinaggi. Un’occasione per la Terra di Marca: i pellegrinaggi muovono milioni di persone. Forse non è turista il termine giusto, sicuramente lo è l’homo viator.

«Il turismo religioso – ha esordito mons. Lusek – è ormai nell’agenda programmatica di quasi tutte le regioni italiane. E proprio nelle Marche è nato il cluster turistico “Meditazione e spiritualità”».

 

Dopo le due buone notizie, il Rettore della Cattedrale di Fermo (attuale ruolo di don Mario) ha lanciato il progetto Turismo narrativo. Riprendendo le parole del suo successore all’Ufficio CEI, Lusek ha detto che «l’ospite che visiterà le nostre terre “tornerà alla sua ferialità con la bisaccia piena di Bellezza. Porterà con sé per sempre una spugna imbevuta di sole: la brillantezza della terra, il calore delle relazioni, la luminosità delle tradizioni. Porterà con sé per sempre un pezzo tostato di mare: il sapore della saggezza degli anziani, la purezza dei sogni dei ragazzi, il ristoro della mensa di famiglie. Porterà con sé una bottiglietta piena di vento: la forza di una terra orgogliosa, la freschezza di possibilità che germogliano, il volano di mani che mai si arrendono».

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Mpns. Mario Lusek

Ma il Turismo narrativo decollerà solo se sarà un racconto di racconti. Il primo dei quali riguarda l’accoglienza, la promozione, l’informazione, l’accompagnamento. Un coinvolgimento dunque dell’intera comunità cittadina e territoriale, senza autoreferenzialità. E poi la necessità di una città capo-luogo che sia innanzitutto un luogo di accoglienza, di servizio (non solo festa), di aggregazione: una terra conviviale. Un altro racconto riguarda la tipicità della vita che possa dare al turismo un volto umano e che costituisca un patrimonio di beni immateriali necessari per una vita bella e buona. L’ultimo racconto è quello dei santuari e degli itinerari sepolti. Santuari minori ma solo perché fuori dai circuiti maggiori, itinerari caratterizzati dalla semplicità «che sta diventando un elemento qualitativamente rilevante della fruizione turistica», e dalla bellezza. E qui, ha specificato don Mario «ricostruire un rapporto vivo e vitale con i beni culturali ecclesiastici è un servizio alla verità e alla bellezza, e un atto d’amore verso l’uomo del nostro tempo che nella bellezza ancora trova spazi di senso e verità».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica 11 marzo 2018

#Turismo #Ospitalità #TerradiMarca

 

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