Vita da Sindaci.

Giuseppe Forti, 69 anni, sindaco di Monte Vidon Corrado, eletto con la lista Impegno per il bene comune.

Dunque, vita da sindaci…

Impegnata per la comunità; impegnativa perché assorbente.

Bene comune, cioè?

Penso alle famiglie, alle persone, alla comunità locale. Per i servizi, supporti, necessità  e le risposte ai bisogni della gente. Per deformazione credo di continuare a fare l’operatore sociale. L’investimento maggiore del mio comune è proprio su quel versante.

Forti Giuseppe
Giuseppe Forti, sindaco di Monte Vidon Corrado

Popolazione: 731 persone. C’è spopolamento, c’è lavoro?

Lo spopolamento lo sentiamo in parte. Abbiamo perso negli ultimi anni 70-80 cittadini. È più legato al movimento degli immigrati. Per il lavoro, ci sono meno problemi. Le persone disoccupate sono pochissime.

Urgenze?

Di particolari non ce ne sono. Se non quelle di carattere generale: viabilità, infrastrutture, la mancanza della banda ultra-larga porta ad una limitazione dell’acceso telematico. Per il resto siamo strutturati.

Il terremoto?

Il terremoto ha fatto danni limitati. Significativi ma non eccessivi. Trenta le famiglie coinvolte con immobili danneggiati. Undici invece le persone che sono dovute uscire dalla propria abitazioni, a cui abbiamo trovato un’altra sistemazione. Poi ci sono stati danni prevalentemente al cimitero e alla chiesa parrocchiale, questa seriamente danneggiata.

C’è un collaborazione effettiva tra i comuni dei Cinque nodi?

La collaborazione c’è, c’era anche prima del terremoto. Il sisma comunque ha favorito la possibilità di confronti. Poi, naturalmente, all’interno c’è qualche picco di campanilismo su aspetti specifici. Per lo più stiamo andando verso un’ottica di cooperazione e di programmazione condivisa su alcune scelte.

Fusione, cooperazione o che altro?

Ho spinto molto per la fusione. Oltre a Massa Fermana, Montappone e Monte Vidon Corrado, intendevo coinvolgere anche Falerone. Un modo per costruire una comunità e quindi un ente di circa 7 mila abitanti. Arrivati a giugno 2016, abbiamo assunto una deliberazione di indirizzo per predisporre dati informativi per la popolazione che doveva decidere in un referendum. L’evento sismico ha fermato questo processo.

Riprenderà?

L’intenzione ci sarebbe. Anche se alcuni dei quattro comuni hanno un’attenzione assorbita dal proprio interno, che ha fatto abbandonare la prospettiva. Siamo in una fase di stallo. Ci vorrà del tempo per riprendere il cammino. Dobbiamo fare un salto di qualità culturale: ragionare in una ottica comprensoriale.

Vede devianze nel territorio più ampio del suo comune?

Ci sono problemi legati alla tossicodipendenza e piccoli casi di devianza. Non è un problema emergente. Però la lettura non va fatta solo in termini numerici. Ma di qualità guardando le famiglie. Occorrerebbe forse un lavoro un po’ più intenso.

Aggiungo che la popolazione del mio paese è al 17% over 75. Questo rimanda ai servizi. Sto lavorando al progetto Smart Village. Pensiamo ad innovare il modello di assistenza, oggi molto frammentato e poco efficace, risolvendo con una sinergia tra diversi attori dell’ambito sanitario, sociale, cooperativo e informatico. Obiettivo è migliorare il sistema di assistenza sanitaria e renderlo economicamente sostenibile; migliorare la mobilità, l’inclusione sociale, la partecipazione e la qualità della vita delle persone anziane. Potrebbe anche rivitalizzare i territori, riqualificando il tessuto urbano, con adeguamento edifici, con sensoristica, domotica. È coinvolta la Politecnica delle Marche. Dovremmo iniziare la sperimentazione ad aprile con otto comuni nel Fermano della fascia collinare, e due del maceratese. Da Petriolo a Belmonte Piceno.

Progetti di altro genere?

Un centro di accoglienza per artisti e intellettuali che contaminino il territorio.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, giovedì 22 marzo 2018

#SmartVillage #Longevità #MonteVidonCorrado #CinqueNodi

#FusioneComuni

 

 

 

 

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