Minori… per modo di dire. Lui: Adolfo, e gli Amici di Re Celentano

«Chi non lavora non fa l’amore». Non so se Adolfo Sebastiani stia ispirandosi a questa canzone. Ma, quando l’ho raggiunto, era pronto a salire in sella al trattore e recarsi tra i suoi ulivi, nella campagna di Montottone.

Finiti i lavori, è volato a Rostov sul Don, in Russia. Perché è lì che si esibirà in concerto. Poi, partirà di nuovo per il tour 2018 che lo vedrà impegnato in tanta parte d’Italia, anche in Sardegna.

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Adolfo è Lui, e la sua band sono gli amici del Re. Lui e gli amici del Re, dunque. Un grandissimo tributo ad Adriano Celentano. Adolfo gli somiglia in modo impressionante. Anzi, più va avanti negli anni e più ne diventa una bella fotocopia. E la voce è, senza alcun sforzo o pressione, molto simile a quella del Ragazzo della via Gluck. Tanto che il più celebre Adriano lo ha benedetto e gli ha dato il beneplacito. Non solo, per certi versi gli fa pure comodo, come quando gli disse: «Caro Adolfo, in Russia vacci tu, perché se ci vado io si inc… i Ceceni, se vado in Cecenia si inc… i Russi…». Così Adolfo lo ha preso sul serio e ci è andato sul serio. Più volte. Dalla Russia alla Cecenia, dalla Crimea alla Lettonia, Estonia. Piazze e teatri pieni e tanti autografi da firmare con il nome di… «Adolfo».

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Sebastiani, oggi quasi in pensione da bancario, già a 20 anni cantava nei piano-bar di buoni locali marchigiani. Poi, nel 2001, grazie alla spinta del suo amico Rosauro Morici, che aveva rapporti con Celentano, scocca la scintilla: fare una cover band con le canzoni del Molleggiato. A ripensarci adesso, una coincidenza non casuale esiste: in terza media, in occasione del Natale, lo studente Adolfo Sebastiani si esibì con la canzone La storia di Serafino.

Il gruppo si costituisce (oggi sono dieci elementi comprese le due coriste, più un attore: Elio Chiurchiù). Il successo non tarda ad arrivare. Esibizioni, cd e dvd tirano. In occasione dei fine anno, Adolfo, porgendo gli auguri ad Adriano che non lesina consigli, gli consegna anche i suoi lavori in video. Tanto che una volta capita questo. Celentano fa vedere a sua madre il dvd di un concerto di Adolfo. E sua madre gli chiede: «Adriano, dove cantavi?»

Una battuta? Forse. O forse no. «Celentano ne fa tante» si schernisce Adolfo.

Il cantante di Azzurro, Pregherò e decine di altre immortali canzoni è rimasto legato al sud Marche dopo la lavorazione del film Serafino, girato tra Spelonga e Arquata. Nei giorni scorsi è capitato che Sebastiani sia stato chiamato da un vigile del fuoco suo fan. Scavando tra le macerie di Arquata, ha trovato alcune foto di Celentano e di Pietro Germi scattate nei paesi del terremoto. Ora Adolfo le consegnerà ad Adriano.

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Gli chiedo come lo chiami sua moglie Vanna. Risponde, sorridendo: «Non mi chiama più». Torna il motivetto: «Chi non lavora…» e romba il trattore.

La Scheda:

Adolfo Sebastiani ha 59 anni, è nato e vive a Montottone. Diplomato all’ITI di Fermo, ha lavorato in banca. Da ragazzino è stato un bravo calciatore. A 13 anni era in Promozione con la Grottese. Ha fatto anche un provino con il Milan.

Si stupisce raccontando che all’estero lo trattano «come fosse un artista vero». Gli piacerebbe che suo figlio Ernesto Maria, già bravo batterista, suonasse con il suo gruppo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, sabato 21 aprile 2018

#AdrianoCelentano #Russia #Montottone #PietroGermi #Arquata #Spelonga

 

 

 

 

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