“I tre squilli” di Federico Vitali, già presidente della Provincia

Il coraggio di andare avanti. Di superare i momenti bui. Di mettercela tutta. Di aver fede anche quando l’oscurità sembra senza fine. Di avere sempre una speranza. Di imparare anche dai fatti meno positivi.

Mentre dialogo con Federico Vitali, la convinzione espressa qui sopra si fa sempre più netta. Uomo coraggioso. Imprenditore già da giovane, una parentesi politica, il ritorno in azienda, i problemi. Infine, una nuova dimensione lavorativa. L’uscita dal tunnel.

Dunque, Vitali. Dal 1985 al 1995 è stato consigliere provinciale Dc. A quel tempo c’era ancora la provincia di Ascoli che si stendeva anche sul Fermano.

Per due anni ne è stato anche il presidente: 1992-1994. Era il tempo di Mani pulite. Il pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli) era in forte affanno. Tintinnavano le manette a  Milano. Roma  era impaurita. Ed anche la periferia.

Vitali
Federico Vitali, presidente della Fib Srl

Il consiglio provinciale ascolano cercava un uomo che non fosse un politico di carriera. Occorreva una persona del lavoro. Un imprenditore, che vive del suo, sarebbe stato meglio. Ce n’era uno solo: Federico Vitali da Monterubbiano, la sua azienda di batterie: la Faam, volava. Vitali non era un professionista della politica anche se la politica in qualche modo la masticava, era anche stato segretario locale della Dc a Monterubbiano. Gli fecero la proposta. Lui ci pensò su un mese, «un mese sul serio – scherza oggi – poi la carne è debole, e dissi di sì». Presidente, dunque.

Perché accettò? «Perché arriva un momento – spiega – in cui occorre restituire al territorio quanto il territorio ci ha dato. Io avevo ricevuto tanto, volevo restituire qualcosa».

A quel tempo, le province potevano fare molto. La prima che ha fatto è stata quella di dire alla sua struttura: siamo qui per servire i cittadini, dobbiamo rispondere loro sempre e con rapidità, a cominciare dal centralino: oltre il terzo squillo non si va.

Così accadde: tre squilli e la risposta. Ma non solo telefonica. A Ripatransone ci fu neve in quegli anni. Tanta. E le strade erano bloccate. Un cittadino di là chiedeva interventi rapidi per la comunità e le aziende. La macchina si mosse. Vitali andava lì a controllare di persona. Poi, le opere, come la costruzione del ponte della Valdaso e la sistemazione del ponte di Belmonte Piceno. E poi, un altro tipo di vicinanza alla gente: i consigli provinciali nelle diverse località. E ancora, l’attenzione ai problemi dei sindaci e il loro ascolto. «Dovevo far sentire che la Provincia non era una istituzione staccata, lontana, astratta». E, ancora ancora, l’attenzione alle finanze pubbliche. Vitali trovò 18 dirigenti. Troppi. Li avrebbe voluti ridurre a tre. Riuscì ad arrivare a 6. Ma non solo questo. Eletta la giunta, chiamo ì suoi uomini («tutti bravi e volonterosi») e disse loro: «La legge ci consentirebbe di raddoppiarci l’indennità di carica, io non sono d’accordo». Capirono, nessuno si tirò indietro. Niente raddoppio.

L’esperienza politica ebbe termine. «Non si può fare il politico di professione». Vitali tornò al lavoro. Fu eletto anche presidente di Confindustria Fermo e poi di quella regionale. Sempre con lo stesso intento: mettersi a servizio della comunità. «Non era un luogo comune. Era un sentire e un’educazione a cui eravamo stati abituati».

Oggi Vitali è Presidente della FIB Srl, marchio Faam. Non ha più la proprietà dell’azienda. Ma il progetto di chi l’ha rilevata è lo stesso: tecnologia, innovazione, difesa e incremento dei posti di lavoro.

«Un uomo vale per quello che è non per quello che ha», mi dice e aggiunge: «dalle mie esperienze, anche quelle più dure, continuo ad imparare guardando sempre al lato positivo. Grazie a Dio».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì 20 giugno 2018

 

 

 

 

Una risposta a "“I tre squilli” di Federico Vitali, già presidente della Provincia"

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  1. bene. Sarebbe interessante redigere, sotto forma di favola alla La Fontaine, uno scritto che spieghi perché la proprietà non è più sua. Ovviamente sempre in un posto fantastico, con nomi fantastici e storie reali. Dove il fantastico sta per ‘di fantasia’… E’ ora di riesumare anche Esopo e Fedro. Ciao

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