Vita da Sindaco. “Voglio il benessere della mia gente”. Parla il sindaco di Monterubbiano, Maria Teresa Mircoli

Maria Teresa Mircoli, 73 anni, sindaco di Monterubbiano, eletta con la lista Rispetto e Dignità

Il primo atto di questa mattina?

Quello di tutte le mattine prima delle otto: la telefonata al responsabile dell’ufficio tecnico, che arriva sempre molto presto, per sapere se ci sono novità riguardanti la notte: se l’illuminazione è a posto, se c’è stata qualche frana, qualche albero caduto, dissesto di strada… Stamattina è andata bene.

Mircoli
Il sindaco Teresa Mircoli

Sono questi i vostri problemi?

Sono comuni a tutti i paesi in collina. Ma il più grande problema di Monterubbiano è quello di essersi inserito nell’Unione Comuni Valdaso. I servizi associati hanno portato via una fetta di servizi in paese senza nulla in cambio. Anzi. Appena in carica me ne sono accorta. Non ho votato i bilanci e mi sono anche dimessa da assessore dell’Unione.

Perché non vi siete tirati indietro come comune?

Beh, quasi tutti i comuni partecipanti hanno fatto notevoli passi indietro. Che il sindaco di Monterubbiano, all’epoca assessore dell’Unione, non abbia votato il bilancio, la dice lunga. Non condivido che i criteri di distribuzione dei servizi vengano fatti non in ragione del servizio reso ma in ragione dei chilometri quadrati e degli abitanti. Per essere chiara: sto parlando del servizio dei vigili urbani. Il nostro Comune ha dato a suo tempo in organico all’Unione due vigili. Ora ne siamo privi. Monterubbiano pagava 45 mila euro come contributo servizio vigilanza all’Unione a fronte di 10 ore settimanali di un vigile il cui stipendio si aggira sui 30 mila euro. Abbiamo pagato dunque la vigilanza di un vigile e mezzo senza averli. Di contro, il servizio effettuato di una o due ore davanti alle scuole, o per i cani randagi, o per altro, era deciso da un coordinamento che veniva dall’esterno. Non da noi, che conosciamo le problematiche. E il nostro territorio è complesso. Abbiamo due centri abitati: il capoluogo e Rubbianello, poi c’è la campagna sparsa ancora più bisognosa di vigilanza. Un servizio così non può essere governato dall’esterno. Aggiungo che il vigile è l’occhio dell’amministrazione. Tra l’altro il mio obiettivo era quello di un vigile che sosteneva i cittadini, che non li sanzionava, ma li aiutava a prevenire.

Su che punta, Sindaco?

Sul benessere dei paesani. Che non è sovrastruttura. Punto sulla formazione delle persone, sulla coscienza civica, sulla consapevolezza piena dei cittadini, sulla vicinanza di una amministrazione che cerca di non sanzionare ma di essere vicina alla gente. Questo parte dalla mia visione della politica e dall’esperienza vissuta nell’associazionismo cattolico.

Com’è cambiato Monterubbiano?

È ancora presto per dirlo. Noto però una cosa: mi capita di incontrare persone che non mi hanno votata, e me lo dicono, aggiungendo poi di aver commesso un errore in quanto sono risultata diversa da come gli avversari mi avevano dipinta: ignava, irresponsabile, insensibile.

Che paese è Monterubbiano?

Paese agricolo per vocazione e turistico per eredità. Alla fine dell’Ottocento, gli amministratori dell’epoca, che pensavano solo al bene comune, hanno regalato al paese la passeggiata di San Rocco, il teatro, il cimitero monumentale, un nuovo porticato al centro storico. Io ho aggiunto un piano di recupero di San Rocco anche se la parte arborea ancora non è stata realizzata per necessità di altro genere. Abbiamo sistemato la sicurezza e l’agibilità delle scuole. E poi la questione del teatro. Lo restituiremo al turismo culturale. Verrà re-inaugurato tra breve. Era inagibile dal 1999. Siamo dovuti intervenire con sulle spalle il patto di stabilità. Ho dovuto mettere in sicurezza l’impianto elettrico, quello termico, il servo-scala, la pavimentazione, le finestre anti-fumo, la pedana esterna, il collaudo pesante. 130 mila euro di interventi. Sta per essere ultimato.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, giovedì 12 luglio 2018

 

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