“Ho ancora voglia di battermi”. Parola di Maura Malaspina, ex sindaco ed ex assessore regionale

Una che non molla mai. Neppure di fronte alle situazioni più dure. Maura Malaspina combatte, sino in fondo. Donna agguerrita e politica d’assalto. Eppure moderata, centrista, con parentele importanti: il vescovo di Macerata Tarcisio Carboni e il grande latinista Giuseppe Carboni. Attaccatissima a suo madre Eleonora (Norina) Carboni, deceduta da pochi mesi.

Democristiana già a 16 anni, con tanto di tessera, quando il compianto Pino Ricci era sindaco di Ortezzano, il suo paese, per poi passare all’UDC e, infine oggi con casa nei Centristi per l’Europa, con Casini, nel ruolo di coordinatrice regionale.

malaspina
L’ex assessore regionale Maura Malaspina

La signora Malaspina è stata sindaco (non scrivo sindaca, perché credo non lo gradisca e poi suona male) di Ortezzano, consigliere regionale e capogruppo, infine assessore all’Agricoltura, Ambiente, Energia dove ha fatto vedere i sorci verdi anche al Ministero di riferimento e, in qualche maniera, al suo presidente Spacca.

Ma torniamo indietro. Dunque: sindaco dal 2004 al 2009 e dal 2009 al 2010 quando si è dimessa perché eletta alla Regione Marche.

La cosa che più le aggrada, ripensando alla sua stagione di amministratore locale, è di «aver contribuito al ricambio generazionale con una lista: Insieme per crescere, formata da giovani, addirittura giovanissimi: un diciannovenne». Anche l’attuale sindaco Giusy Scendoni si è fatta le ossa con lei. Ripensando alle opere di quel periodo, elenca la ristrutturazione di due importanti immobili, i marciapiede a Valdaso e lungo La Croce, la sistemazione dell’ex scuola di Valdaso e di via Carboni. E poi, l’acquisto di un trattore e un nuovo pulmino per gli alunni. Ma la cosa di cui si vanta è quella di aver superata, e sbloccata, una ventennale diatriba con il Consorzio del Metano. Con la Malaspina, che fu tra i primi sindaci donna insieme ad Armandina Paciotti di Smerillo, Ortezzano ha avuto la copertura wi-fi, le nuove condotte di acqua e fogne, la sistemazione di un’ala di palazzo Cioccolini, dell’aula consiliare e del civico cimitero. Senza dire poi delle grandi feste del 31 dicembre in piazza con l’Orchestra Internazionale d’Italia.

Un merito la dottoressa Malaspina (laureata in giurisprudenza) se lo riconosce: aver valorizzato anche gli avversari, come Mario Borroni che era nella lista contrapposta alla sua e che lei volle ancora alla guida della Pro Loco.

Da assessore regionale, il suo impegno si è concentrato sul piano di sviluppo rurale: il PSR, ottenendo 100 milioni in più di quello precedente.

Una proposta di legge che l’ha messa di fronte al suo Ministero è stata quella sull’abbruciamento in campagna, lo smaltimento delle potature e dei residui agricoli. Ogni regione oggi delibera per suo conto secondo le necessità dei territori. Ma c’è stato anche l’impegno a livello europeo nell’impostare la procedura per l’Indicazione geografica protetta dell’IGP dell’olio e poi dell’agnello. Anche sulla politica agricola comune: PAC, si è fatta sentire in Ancona, a Roma e a Bruxelles. Per quanto riguarda poi la UE, è stata anche presidente dell’associazione europea No OGM.

Come componente la Giunta di Gianmario Spacca «mi sono sempre battuta – spiega – perché il Murri e gli ospedali del sud Marche fossero potenziati di strumentazioni all’avanguardia e fossero abbattute le liste d’attesa».

La politica di oggi le piace poco. E anche questa Europa non la soddisfa. C’è una deriva, a suo dire. «Ognuno fa per conto suo, credendo di ottenere il massimo del consenso, senza rendersi conto che è dall’interesse generale che si ottiene poi l’interesse particolare e il riconoscimento del lavoro svolto». Alla domanda riguardante le sue passioni, risponde: «La politica e il tener in ordine la casa». A pensarci bene, la seconda assomiglia alla prima: casa e polis.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì, 25 luglio 2018

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