“Il Chiacchierino” di Milena Gravina

Ogni martedì di luglio e agosto potete incontrarla lungo le vie della suggestiva Torre di Palme, uno dei Borghi più belli d’Italia. Vi accoglierà con il sorriso sulle labbra e dietro ad un banchetto su cui sono graziosamente e accuratamente distesi i suoi lavori: collane, orecchini, bracciali…

Milena Gravina ha reso professione una passione coltivata sin da bambina.

Realizza merletti che trasforma in generi di abbigliamento. I colori sono diversi (argento, oro, bianco, turchese, nero) e anche le tecniche.

Incuriosito, mi spiega cosa sia il «chiacchierino». Prima lo fa con le parole dell’esperta che ha letto manuali: «Il chiacchierino è un tipo di merletto costruito con una serie di anelli, nodi e catene. Pizzo da decorazione adatto a bordure, serve a rifinire centrini, tende e colletti». Poi, rivelandomi il perché dello strano nome: «Anni addietro, le donne si ritrovavano insieme a lavorare con aghi e uncinetti, e parlavano, si scambiavano voci e qualche pettegolezzo: il gossip odierno. Insomma, in capannello facevano chiacchierini». E il macramè? «Un merletto pesante, di origine moresca, eseguito con una serie di nodi che formano contemporaneamente disegni e fondo». Capito.

milena g.
Milena Gravina

Milena ha imparato l’arte e la tecnica dalla signora Liana, «grande maestra dalle mani d’oro».

A Torre di Palme, l’oggetto che più va è il baciamano, un mezzo guanto che lascia scoperte le dita e arriva quasi al polso. Lo acquistano molte turiste, italiane e straniere, di età adulta, forse lettrici de Il Gattopardo o delle vicende di storiche corti reali. Qualcuna lo ha preso per la propria nipote diciottenne, avviandola probabilmente al gusto del ricercato.

Milena Gravina abita a Porto San Giorgio ma è originaria di Tivoli. Da 37 anni si trova nelle Marche dove venne per lavorare prima in un calzaturificio, poi, a metà tempo, ancora oggi, in un supermercato. Metà giornata dietro ad una cassa, il resto del tempo a usare ago e fili per i suoi lavori artistici, anzi per quella che la normativa definisce Opere proprie dell’ingegno.

Se non passerete per Torre di Palme o per qualche altro mercatino dell’artigianato, potrete sempre scoprire i suoi lavori andando sulla pagina fb Penso e Creo. Un tripudio di immagini e colori.

Dicevo di una passione nata da bambina. A cinque anni, Milena già teneva in mano un ago con grande paura della nonna Rita Rizzoli. A sette, era in grado di lavorare con i ferri. D’altronde, buon sangue non poteva mentire: la nonna era sarta e la mamma, Annunziatina Ballini, era magliaia. Una strada già spianata.

Da sposata, la signora Milena ha iniziato a realizzare bomboniere per alcune ricorrenze dei suoi figli, Emanuela e Federico, e per gli amici. Da cosa nasce cosa, così l’impegno con chiacchierino e macramè s’è sviluppato e di molto.

Tra le sue attuali soddisfazioni c’è quella di aver creato i bordi per una stuola/coprispalle con fili particolari metallizzati in argento e oro. Un’opera dell’arte artigiana.

Il lavoro è certosino. Ci vuole una grandissima pazienza. Scherzando, le parlo della pazienza di Giobbe, mi risponde: «pressappoco». Per una collana impiega una giornata di lavoro; un paio d’ore per gli orecchini.

Le chiedo di altre sue passioni. Mi risponde che sono tutte concentrate lì, sull’ago, sul merletto. Lo fa in casa, in un angolo della sala, nel silenzio (giusto un cane cui aprire e chiudere la porta), in una sorta di raccoglimento creativo. Ma come scaturiscono le idee? «Sono curiosa, guardo ogni cosa, mi collego in rete, ascolto discorsi, capto e rielaboro».

Mentre saluto e ringrazio, mi piace pensare che quel baciamano andrà a coprire le mani di una diciottenne al suo debutto in società.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, sabato 4 agosto 2018

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