Gente di Campo. Il Falco di Andrea Renzi

Il luogo è suggestivo. In collina, a metà strada tra Casette d’Ete e Sant’Elpidio a Mare. Una via di curve per arrivare e uno spuntone di roccia che la popolazione definisce in dialetto La collina de li farchi. Anche se i falchi sono oggi le poiane.

Mi sto dirigendo presso il Bio-agriturismo Il Falco.

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Il titolare Andrea Renzi

Ad accogliermi è Ilenia che sta lavorando al computer in una suggestiva sala delle colazioni (tutte con prodotti locali e casalinghi). Andrea Renzi arriva poco dopo. È il titolare della Società agricola semplice.

Ci affacciamo dalla veranda. Più sotto scorre una pezzo di strada Mezzina e si allineano fabbricati di aziende. A sinistra la montagna, a destra s’intravede il torrente Ete morto.

Andrea ha 33 anni. L’azienda è nata nel 2012. Come la sua compagna Ilenia è architetto che ha scelto di seguire la natura, l’agricoltura, l’agriturismo.

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Camminiamo lungo il percorso vita all’ombra degli aceri che sono la «testimonianza di una agricoltura ormai lontana, quella dell’acero come sostegno alla vite».

Mi racconta che la proprietà, formata da undici ettari di terreno di cui sei ad oliveto il resto bosco e frazioni di altro, era stata acquistata da suo padre Renzo nel 2004. Un’area che era non più coltivata da 40 anni.

La famiglia Renzi s’è rimboccata le maniche. Ha sistemato i campi, ha realizzato un parco di 10 mila metri quadrati. Ha piantato 1300 ulivi e coltiva un piccolo orto – nemmeno tanto piccolo – per le esigenze domestiche. Lo hanno ribattezzato l’orto di Silvestro. Dei suoi prodotti se ne avvalgono, oltre alla famiglia Renzi, i clienti dell’agriturismo.

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Dagli ulivi si ricava il Primolio, olio extra vergine di oliva biologico. Si tratta di un blend, una miscela di Piantone di Mogliano, Sargano, Frantoio e Leccino. Olio di oliva di categoria superiore estratto a freddo nel frantoio di casa. Non mancano 40 piante di oliva ascolana. Alla potatura pensa papà Renzo. Alla spremitura invece partecipa la famiglia intera.

Dagli ulivi all’agriturismo. L’azienda ha ristrutturato la casa con tecniche di bio architettura in grado di minimizzare l’impatto ecologico sull’ambiente, e ottenendo un alto grado di «autosufficienza dal punto di vista energetico, grazie all’ampio uso di fonti rinnovabili».

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Nell’edificio sono stati ricavati sette alloggi, di cui cinque appartamenti e due camere doppie.

Al piano terra insiste l’aula didattica, «presso la quale – spiega Andrea – si alternano laboratori destinati agli studenti e riguardanti le tematiche dell’agricoltura biologica, la conduzione dell’orto, la conoscenza del bosco e dei suoi piccoli abitanti». Ai ragazzi è concesso di seguire le fasi di lavorazione dell’olio prodotto in azienda.

Prevista l’organizzazione di «giornate didattiche riguardanti l’uso delle fonti alternative per la produzione energetica, il rispetto e il riconoscimento dei valori ambientali e paesaggistici».

I frequentatori? «La gran parte sono italiani, poi vengono i tedeschi e i francesi. Persone che amano il silenzio e le peculiarità della nostra terra». Come Natasha Stefanenko che abita la villa poco più sopra.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì, 21 settembre 2018

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