Cammino la Terra di Marca. I sentieri di San Paolino

Tre immagini: la torre della chiesa longobarda di San Paolino, l’antica casa dei Bonfigli abbracciata dagli alberi svettanti sopra al tetto, e bambini e genitori in bicicletta scorrazzanti sul futuro parco.

Sono a Falerone, e cammino la campagna in compagnia di gente che s’è rimboccata le maniche. È un gruppo della Contrada di San Paolino che vuole bene a quell’ampia conca piena di erbe, di piante, di acqua, di animali. È la zona del vecchio Tiro a segno, di cui ancora si vedono le torri falso medievale e il muro di protezione.

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Nel gruppo ci sono Demetrio e Davide, Bruno e Francesca, Tomassino, Luciana, Giovannino, Silvia, Paolo, Desj e Rosen. Altri nomi mi sfuggono e me ne scuso.

C’è anche Luigi, 80 anni suonati, il primo a dare una mano.

Perché si tratta di tenere pulito, sfalciare l’erba, potare alberi, sistemare antiche fontane. Lo fanno e lo faranno. Prossimamente si costituiranno in associazione. Il Comune di Falerone ha pronta la delibera per assegnare loro questo spazio.

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Con Bruno e Demetrio costeggio il fosso, in discesa. A destra, la vegetazione è foltissima. Si va all’ombra, come in un tunnel.

Mi indicano le querce, gli olmi, le acacie, i fichi, i noci, i ciliegi: una selva dove incrociano caprioli e dove svolazzano soprattutto gaggie. Di cinghiali, se ne vedono pochi. Sulla parte opposta, un lungo filare di pioppi. Di fronte, alberi più o meno alti con un cartellino al tronco. Leggo nomi. Sono i bambini nati negli anni 2016-2017. Un bambino un albero. I secondi vengono piantati il lunedì di Pasqua: festa di popolo. 47 le nascite di un biennio.

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Arriviamo alla fonte Barbiano. È grande. Dissetava pellegrini, contadini e animali, L’hanno ripulita da incrostazioni e rovi. È riapparso un mascherone. Vicino, un ponte in legno attraversa il fosso. Sarà un tratto del percorso da fonte a fonte. Il sentiero si spinge alla fonte Brandimarte, periferia di Piane di Falerone. E continuerà sino a raggiungere il teatro Romano. Dai Longobardi dunque per retrocedere alla presenza romana. Sei chilometri da godere.

Davide annuncia i prossimi eventi. Il 29 settembre prossimo: educazione allo smltimento dei rifiuti; il giorno successivo, domenica, festa dal titolo Un Prato di giochi. Chi ricorda più la Cavallina, o l’uso della corda da saltare, o le capriole nell’erba?

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La Contrada ci riprova. Rilancia. «E ai bambini – dicono sorridendo Demetrio – sequestreremo per alcune ore il cellulare…».

Il lavoro del gruppo riallaccia in parte il progetto dell’allora sindaco Massimo Bertuzzi: creare nell’area di San Paolino un polo sportivo con tanto di laghetto. I volontari di oggi pensano a una Fiastra due. Certo che se i cascinali attigui alla chiesa longobarda, e di proprietà dell’Istituto Sostentamento del Clero, fossero risistemati, l’intera area sarebbe un richiamo paesaggistico e naturalistico di spessore.

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Visitiamo per ultima la fonte Sambuceto. Era anche lavatoio.

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Tornando, lungo il viale un tempo ricco di querce, Demetrio racconta di presenze misteriose. Da giovane, suo padre incontrò di notte una persona. Cercò di raggiungerla, accelerando il passo, ma la distanza restava sempre la stessa. Fino a quando quell’ombra non sparì in un lampo di fuoco…

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica, 23 settembre 2018

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