Civile Società. L’Arcobaleno di Petritoli

Croce Arcobaleno, come i sette colori che formano il fenomeno ottico, e come i sette comuni che aderirono per primi alla pubblica assistenza.

La Croce Arcobaleno nasce a Petritoli per poi mettere insieme Monterubbiano, Monte Giberto, Montottone, Monterinaldo, Ortezzano,Ponzano di Fermo .

L’anno è il 1991. A far decidere è un incidente stradale. Due persone sono state coinvolte. Hanno riportato ferite. Restano stese sull’asfalto. Sta piovendo. L’ambulanza che dovrebbe arrivare da Fermo è in ritardo per il traffico. Passa del tempo. Troppo. «Impossibile continuare così, senza un servizio più vicino alla gente». È quello che pensa Pino Pagliari, oggi presidente onorario della Croce Arcobaleno. Ed è così che Pino inizia a muovere le acque insieme a Ferdinando Roberti, storico gommista di Petritoli, e a Daniele Brinci.

sdr

Il primo atto è chiamare a raccolta la popolazione, di Petritoli e dei comuni vicini. Si chiede una mano. La gente aderisce, sostiene.Inizia così l’avventura della Croce Arcobaleno.

Incontro Pino e Nicola Brucchi nell’ampia sede della Pubblica assistenza,vicino alla RSA di Petritoli.

Pino apre un manifesto giallo con grandi caratteri neri. Quello dell’avvio. «Le prime riunioni – mi racconta – le tenemmo nell’officina di Roberti, poi visitammo i diversi comuni de lcircondario, chiedemmo e convincemmo la gente». I soci diventarono 1200. L’intenzione dei Fondatori – spiega sempre Pagliari – era quella di supportare il Distretto sanitario di Petritoli che in quegli anni garantiva un servizio di Pronto soccorso, con equipaggio pronto a partire, solo per una parte della giornata,mentre, nelle restanti ore, il servizio veniva coperto solamente con la reperibilità del personale. Poi, grazie ai volontari della Croce anche la fascia oraria notturna è stata coperta con equipaggio e proprio mezzo attrezzato. Era stata acquistata la mitica prima ambulanza, nuova di zecca e attrezzata per il Pronto intervento.

dav

Nicola Brucchi, vice presidente, è il volontario più anziano. «Sono ancora qui perché egoista: questo servizio fa bene in primo luogo a me, mi fa condividere il dolore degli altri». Racconta di quella volta che, dovendo arrivare come sempre alle sei di mattino, tardò cinque minuti dal prelevare una signora che doveva sottoporsi a dialisi. Una telefonata accorata della donna gli fece capire la necessità della puntualità ma, soprattutto, della vicinanza umana.

Anche Pino ha una sua storia. Era notte. In valdaso un incidente.L’autoambulanza con lui a bordo arriva subito. Un’auto ha centrato un albero, il motore ha incastrato il piede del conducente, non è possibile estrarlo, non può muoversi, ha dolore, teme di perdere l’arto. Occorrono i vigili del fuoco. Parte la chiamata. Intanto Pino è lì. Il ferito lo abbraccia, cerca coraggio e conforto. Cerca una presenza amica.

Poi, quasi a sdrammatizzare, mi dice delle prime divise: una sorta di kway azzurro, e della prima ambulanza. «Costava 55 milioni di lire. Ne avevamo solo 30. Dopo qualche mese trovammo la cifra mancante. Grazie alla popolazione». Ripete: «popolazione», più volte. Intende:comunità.

Oggi la Croce Arcobaleno conta due ambulanze per emergenze 118, tre per trasporti, due pulmini e due auto. I soci sono circa 400, 50 i volontari, 4 i dipendenti. Attuale presidente è la signora Elide Partenope.

La cosa più bella? «Quando qualcuno ci ringrazia».

Grazie, allora.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 28 novembre 2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑