Artigiani Veri. Le opere di Caterina

Al primo impatto potrebbe sembrare una libanese: occhi scuri, volto ovale, capelli a treccia nerissimi.

Invece è italianissima. Vive e opera a Fermo. È artigiana.

Caterina Ciarrocchi, 39 anni, mi accoglie nel suo laboratorio di via Visconti d’Oleggio. Bottega quadrata, soffitto basso, al piano terra, cancello in ferro dinanzi alla porta.

Si scusa per il «disordine»del tavolo da lavoro, pieno di stucchi, pennelli, spatole, guancialino e altri attrezzi del mestiere; e per il grembiule azzurro costellato di spruzzi di vernice. Ma se non è questo l’artigiano, cos’è?

Caterina Ciarrocchi

Sul banco insiste una statuetta. È san Nicola, con tanto di mitra,pastorale e paramenti liturgici. Lo ha ripulito con il solvente, ha usato il bisturi per microscopici ritocchi, ha rimesso dello stucco,ha ritrovato i colori antichi, ha usato un oro invecchiato, è intervenuta sulle mani e sui piedi. E la statuetta è tornata capolavoro.

Accanto al santo, c’è un vaso di ceramica. Bello e intonso. Così intonso non lo era certo settimane fa quando era andato in più pezzi.Caterina ha provveduto a stuccarlo e reincollarlo. Come nuovo. Anzi, di più.

dav

Gironzolo per la bottega. Su un piano scorgo ritratti di persone e paesaggi, sembrano realizzati con un pennarello dalla punta fine. Invece «sono vinarelli. Fatti con pennelli finissimi intrugliati nel vino», realizzati nel corso di una delle feste del vino di Ortezzano.

La nostra artigiana è diplomata all’Istituto d’Arte di Fermo, corso sperimentale di Restauro, e laureata all’Accademia delle Belle Arti di Macerata.

dav

Mi colpisce una foto appesa alla parete. È uno stendardo che lei ha restaurato in collaborazione con la sua gemella Maria Rita e con le monache benedettine di Sant’Angelo in Pontano. Appartiene all’Arciconfraternita dei Bianchi di Catania. Rappresenta un Cristo in croce con l’Etna fumante sullo sfondo.

Appena diplomata, Caterina, che già lavoricchiava da ragazzina, s’è messa d’impegno usando il garage di suo padre Giovanni, altro artista, insegnante e fondatore del corso di Restauro oggi chiuso. «Peccato»dicono entrambi.

Famiglia di artisti e artigiani: suo zio è il pittore Siro Ciarrocchi.

Sempre girando nel locale, scorgo diverse miniature tratte dal Missale de Firmonibus. Le ha realizzate con la tecnica della tempera all’uovo e intervenendo con la doratura in oro zecchino. Un impegno notevole, di grande attenzione, ma a Caterina «piacciono gli interventi minuziosi».

Il padre mi sussurra: «Ha le mani d’oro». In effetti, basterebbe osservare il restauro delle scene di vita delle diverse regioni italiane che si mostrano dalle pareti lungo lo scalone che porta alla sede centrale della Carifermo. «È tempera su carta sostenuta, carta da scena, ritrovata nelle cantine in pessimo stato», mi spiega la ragazza.

Sulla destra dell’ingresso, c’è un enorme quadro. Rappresenta due filosofi pensosi: Aristotele e Platone. Caterina è intervenuta ricostruendo i colori nella parte delle mani andate bruciate. Ha sistemato anche un grande pannello dipinto riproducente una porta antica di Monte Rubbiano, i Sibillini sullo sfondo, e due gatti sulla balaustra in primo piano.

Le domando se abbia mai provato a dipingere. Si sente più portata per il restauro. Però, se qualcuno, anche con whatsApp, le invia un soggetto da riprodurre: sia volto sia paesaggio, non rimarrà insoddisfatto. Già: ha le mani d’oro.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì,13 dicembre 2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑