Civile Società. I Volontari del Soccorso

Se chiedi informazioni in paese ti rispondono: «Quelli delle ambulanze?». Sì, proprio quelli. Che hanno però un nome diverso: Volontari Soccorso Monte San Pietrangeli. Associazione.

Li raggiungo nell’ampia sede, su una collinetta quasi bosco, fuori dal centro storico.

Fabio Bacolini ha 21 anni. È stato lì per il servizio civile ed ora è volontario. Si è diplomato all’Alberghiero di Porto Sant’Elpidio. Lorenzo Mancini di anni ne ha 23. Da sette sta con i Volontari.Perché? «Beh, all’inizio ero attratto dalle ambulanze, dalle attrezzature, dal lavoro che c’era intorno». Poi, dopo il corso di primo soccorso, le cose sono cambiate. «Ho acquisito consapevolezza, ho sperimentato cosa voglia dire darsi agli altri». A lui piace il trasporto degli anziani delle Case di riposo di Francavilla d’Ete e Monte San Pietrangeli.

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Nicolas Fulvi ha 28 anni, è laureato in giurisprudenza, e ha l’incarico di segretario amministrativoMentre parliamo, in sede arrivano altri volontari. Molti i giovani.

In totale i militi sono 70, i dipendenti 5, i soci 450.

Torno a Nicolas. Il suo avvicinamento ai Volontari lo deve alla madre Graziella. Lei, dipendente della Casa di riposo di Monte San Pietrangeli, voleva saperne di più sul primo soccorso,così da aiutar meglio se i vecchietti avessero avuto problemi. È andata al corso facendosi accompagnare da Nicolas, che è restato, però ad una condizione: guidare le ambulanze per i soli trasferimenti. Ma la realtà supera l’immaginazione. Così, proprio il primo giorno di servizio, è scattata l’emergenza. Nicolas è stato costretto a salire in ambulanza. «Salito, non sono più sceso». Gli incidenti che più lo colpiscono sono quelli dei motociclisti.

Volontari hanno una ferita recente: lamorte, in un incidente stradale, del loro istruttore Alessio Monaldi.

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Lorenzo riprende la parola per raccontarmi la sua esperienza ad Arquata e a Pescara del Tronto nei giorni immediatamente successivi al terremoto. Ricorda la gratitudine dei sopravvissuti e lo spirito comunitario creatosi con i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

Enrico Di Rosa è il vice presidente. Mi racconta la storia dell’associazione che nasce ufficialmente e si organizza l’undici aprile del 1992. Anche se un’ambulanza era sempre stata presente a Monte San Pietrangeli sin dal 1970. Ma non è la data esatta. Scorrendo le foto appese alla parete, si nota una barella su ruote,trasportata a mano, con la scritta Croce verde, risalente addirittura al 1870. Mi fanno notare «le ruote con ammortizzatori».

Nel’92, furono undici i soci che diedero vita al sodalizio, acquistando un Ducato completamente allestito. Oggi, le ambulanze sono tre, di cui una per emergenze e due per trasporti. Due i taxi sanitari e un pulmino a disposizione dei disabili. I Volontari Soccorso si doteranno a breve di un nuovo mezzo: un Fiat Talento. Il territorio coperto va da Magliano di Tenna a Francavilla d’Ete dove un tempo c’era una pubblica assistenza.

Di Rosa ha una storia dolorosa. Anni fa, tornato dopo un trasporto di un disabile in ambulanza, ha dovuto portare il mezzo proprio a casa sua,trovando sua moglie Nelsa morta per embolia polmonare.

Per chiudere in altro modo, mi dicono di Gino Minnucci, 83 anni, socio fondatore e sempre presente in sede sino a poco fa.

«Se lo chiamassimo per darci una mano ancora oggi, arriverebbe subito».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino Mercoledì,12 dicembre 2018

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