Cammino la Terra di Marca. La Sibilla in un film. Dalla scienza al misticismo

Un cammino diverso stamattina. Per raggiungere la Sibilla, il suo antro, la sua montagna. Non è nuovo questo mio scrivere. Ma oggi sarà di un altro tenore.

Possiamo raggiungere la cima partendo dal rifugio omonimo, arrampicarci per la ferratina delle roccette che formano la corona, scendere un poco sulla sinistra del monte, arrivare ad un piccolo terrazzamento,scorgere un buco tra i massi crollati. E avremo raggiunto la caverna con le sue tante storie. Oppure, potremo guardare, in attesa di tempi climatici più propizi, un documentario stupendo realizzato dalla Sydonia Production. Ho scritto stupendo perchého avuto la fortuna di godermelo in anteprima. E le immagini sono incomparabili.

L’antro della Sibilla

Luca Trovellesi Cesana, autore e regista, con tutto il suo staff, ha realizzato un’opera che sinora nessuno aveva fatto.

La Sibilla tra realtà e leggenda miscela storia, racconti popolari, indagini archeologiche e geologiche,scienza e mistero. Un’impresa non facile, equilibrata e capace di suscitare emozione e curiosità. Partendo da alcune domande: chi è la Sibilla, è esistita sul serio, e cosa c’era in quell’incavo sulle montagne della Terra di Marca?

È un viaggio; è un cammino in avanti e a ritroso; è un docu-film che,«perla prima volta – spiega il regista – racconta, con un linguaggio televisivo, la storia della Sibilla Appenninica, oracolo dalle doti profetiche».

Il lavoro prende spunto dalle «recenti indagini scientifiche avvenute sul monte» e propone antichi reperti archeologici, pergamene, segni misteriosi

scolpiti sulla pietra.

È anche un itinerario culturale e scientifico dove vengono chiamati adire la loro personaggi come lo scrittore Michele Sanvico, autore del libro L’Undicesima Sibilla; il filosofo e scrittore Cesare Catà, con all’attivo un impareggiabile volume sulla Filosofia del fantastico; Basilio Millozzi, collezionista di 150 libri rari sulla storia del Guerin meschino; l’antropologa e saggista Maria Luciana Buseghin; la direttrice del Parco Villa Gregoriana di Tivoli; l’antropologo Mario Polia; il geologo Maurizio Mainiero; lo speleologo Roberto Cingolani; l’epigrafista Romano Cordella; e, dulcis in fundo, il più famoso glottologo europeo Augusto Ancillotti, docente a Perugia, e l’unico che ha tradotto in lingua moderna il testo religioso più importante dell’antichità: Le Tavole eugubine.

La Sibilla ha suscitato artisti e opere d’arte. Ne parlano il prof. Stefano Papetti e il Soprintendente della regione Marche Carlo Birrozzi. All’architetto Giulia Alessandrini, il compito di spiegare le Sibille dipinte nel Santuario della Madonna dell’Ambro.

Un viaggio, dicevo, un cammino che lega la nostra montagna a Gubbio,alla chiesa di San Gregorio Magno di Spoleto, e a tanti altri luoghi d’Italia e d’Europa.

Il docu-film è nato come strumento di cultura e promozione della Terra di Marca. È stato sostenuto dalla Regione Marche – Fondo europeo di sviluppo e dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

Chi, per ora, non volesse raggiungere a piedi l’antro fatato potrà vedere il docu-film al Multiplex Super8 di Fermo, mercoledì 19 dicembre. In prima mondiale assoluta. Ne vale proprio la pena.

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